Siena, 17 agosto 2018 - Mi sono buttato dentro, il varco interno. E ho vinto il Palio al primo San Martino. La dedica? A Federica (VIDEO - clicca qui). Mi ha dato una bella mano a superare i momenti difficili e le cose negative che erano accadute».

Gingillo si volge verso la sua miss: in quello sguardo il segreto che ha fatto rinascere il fantino da quando le strade di questi due ragazzi si sono incontrate. E diventeranno presto una sola visto che oltre al Palio per la Lupa, il terzo nella sua carriera, ha vinto anche quello dell’amore.

Ci vuole un pizzico di follia a partire di rincorsa cercando la traiettoria interna.

«Sinceramente speravo in un posto basso. Porto Alabe nei Palii che ha fatto ha mostrato di non essere troppo rapido a mettersi sulle gambe. Di rincorsa magari sei un po’ svantaggiato. Però avevo già studiato la cosa e avevo deciso di cercare quella traiettoria. Un po’ l’ho studiata e un po’ ho avuto quel pizzico di fortuna che ci vuole sempre... si è aperto il varco e l’ho sfruttato. Al primo S.Martino si è deciso il Palio».

E dopo hai controllato.

«Non mi sono mai rilassato. Ho mandato senza smettere mai, facendo anche traiettorie abbastanza basse. Ero sicuro, l’avevo rimontato il cavallo. Porto Alabe si fidava di me e io di lui». Che fine hanno fatto i cavalli più chiacchierati? «Devo rivedere il Palio. Quando trovi un po’ di intoppi il primo giro non ci vuole niente a perdere».

Quando eri di rincorsa controllavi soprattutto la parte centrale del canapo dove c’era maggiore confusione.

«Sì, cercavo di vedere che non fossero troppo ammucchiati in basso sennò non sarei riuscito a prendere la traiettoria che volevo».

Sei stato ricercatissimo da tutti, visto che eri di rincorsa.

«Rispetto a tutti ma rispetto principale a me stesso. La mossa me la devo dare per me. Quello ho fatto».

Hai passato momenti difficili dall’ultima vittoria ad oggi. Critiche, ti hanno trattato male: togliti un sassolino.

«Critiche ne ho sentite molte, anche troppo pesanti. Ha vinto un fantino che secondo la gente era finito. E mi hanno preso per un killer a luglio, non era così. Chiaro che quando c’è la rivale un’occhiata la dai... a luglio volevo vincere come adesso. Le critiche, ripeto, sono state molte. Uno le deve anche accettare perché fa parte del lavoro. Tuttavia, come sono iniziate a girare male le cose, l’occasione vera non me l’hanno concessa subito. Quando ho avute mezze occasioni con soggetti interessanti ho fatto Palii convincenti. Se scegli dopo gli altri, quando ci sono due-tre punte... Tanto alla fine vincono i cavalli».

Però ha vinto anche Gingillo. «Porto in vecchiaia si sta dando da fare. Ha galoppato, la stalla ha lavorato bene. Sicuramente le indicazioni che ho dato avendolo montato nell’Oca nel 2016 sono servite».

Avevi detto che le sanzioni ti avrebbero motivato a fare ancora meglio.

«E’ stato così, grazie anche a Federica. Ha cercato di stimolarmi a guardare avanti. Riguardo alle sanzioni spero nella buona fede e che tornino un passetto indietro. Pensavo di non meritarmelo». Abbraccia papà e mamma Zedde ma non ha occhi che per Federica Regnani, Gingillo. «Ci vogliamo un gran bene, c’è sintonia. Mi ha dato tranquillità. Qualunque corsa ho fatto non avevo mai paura si bagliare. E ora è successa la stessa cosa», dice Gingillo. «In questo anno mi ha fatto faticare molto. E’ un ragazzo impegnativo. Gli sono stata dietro nella preparazione, negli allenamenti e con i cavalli. Poi ero sempre con lui, magari qualche consiglio da occhi esterni gliel’ho dato. Ma credo che il merito sia tutto suo (VIDEO - clicca qui), che ha imparato a credere in se stesso, e di quelle dirigenze che – dice la miss – durante questo anno sono tornate a scommettere su Giuseppe in modo importante». E’ stata la prima ad abbracciarlo in Piazza.

 

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