Siena, 3 luglio 2018 - Drago di prepotenza. La fiamma di Camporegio illumina la notte senese, il popolo di capitan Miraldi torna ad urlare tutta la propria gioia per la strade della città più bella del mondo. Appena quattro anni dopo, è ancora il Drago a farla da padrone. Allora, in quel luglio del 2014, fu trionfo senza i favori del pronostico, stavolta Camporegio ha dominato. Tre giri in testa, senza nemmeno il bisogno di difendere la posizione, una vittoria schiacciante, indiscutibile. La classe di un fantino formidabile come Andrea Mari detto Brio, la potenza dell’esordiente Rocco Nice, la voglia di un popolo abituato a vincere e mai sazio di affermarsi sul tufo. Troppa forza, troppa determinazione, troppa qualità. Non c’è stato niente da fare per nessuno.

L'INTERVISTA A BRIO: "ADESSO SMETTO QUANDO DECIDO IO" di Laura Valdesi (clicca qui per andare all'articolo) 

Nell’ora e dieci minuti di mossa (clicca qui per andare all'articolo), con rivalità cattive e ‘marcature’ feroci, il Drago è sempre rimasto tranquillo, a cercare la posizione nella convizione di poterla trovare al momento giusto.

Oca, Tartuca, Lupa, Nicchio, Istrice, Giraffa, Leocorno, Drago, Valdimontone e Chiocciola di rincorsa, l’ordine di chiamata del mossiere; con quell’ottava posizione per l’accoppiata di Camporegio che non è il massimo ma che alla fine è stato un punto assoluto di forza. Mentre il Valdimontone cercava di infilarsi in basso accanto al Nicchio, sfruttando il posto lasciato dalla Tartuca che stazionava al verrocchio ad aspettare la Chiocciola e con Lupa e Istrice sempre accoppiate, il Drago poteva gestire l’attesa con la massima tranquillità. Gli altri sudavano e si sfiancavano mentre Brio e Rocco Nice restavano spesso in seconda fila. Quattro uscite dai canapi, due abbassamenti con mossa invalidata, poi quando sulla piazza l’oscurità si faceva sempre più minacciosa ed era tempo di partire, il Drago ha fatto il Drago. Brio ha capito che la mossa era matura, si è portato nella posizione al canape assegnata e ha aspettato l’ingresso della Chiocciola.

In basso c’era grande pressione, in alto enorme libertà e il Drago è schizzato dai canapi con uno spunto formidabile, portandosi subito nettamente in testa davanti alla Giraffa, al Leocorno posizionato all’esterno e all’Oca subito a ridosso delle tre di testa. Perfetto il San Martino di Drago, Giraffa e Oca nell’ordine, dietro ‘sbirillata’ con le cadute di Valdimontone, Nicchio e Chiocciola. Brio primo al Casato, già proiettato verso il trionfo, Giraffa e Oca provano la rimonta impossibile e al secondo casato Tittia infila all’interno Scompiglio e si porta secondo. Ma va troppo forte per tutti il Drago, al terzo San Martino Brio e Rocco Nice sono perfetti, al Casato è l’ultima pennellata di un quadro meraviglioso, L’Oca prova a giocarsi l’ultima carta, ma non c’è niente da fare se non rendere onore al Drago, a Brio, a Rocco Nice, al popolo di Camporegio. I dominatori di Provenzano.

Paolo Brogi