Lo stabilimento Menarini in Russia
Lo stabilimento Menarini in Russia

(ANSA) - ROMA, 05 SET. Dalle compresse per il cuore a quelle per il diabete, il sito produttivo della farmaceutica Menarini in Russia, vanta "un aumento di produzione del 170% in un anno". Inaugurato nel 2014 nel distretto industriale di Kaluga, a 150 km da Mosca, oggi ha "l'obiettivo di raddoppiare la produttività". A spiegarlo è Attilio Sebastio, direttore finanziario di Berlin Chemie - Menarini, filiale tedesca della multinazionale italiana.

Antica città dell'omonima regione centrale della Russia, Kaluga è culla della scienza spaziale e capitale di un fiorente distretto industriale e tecnico scientifico. In quest'area il cluster farmaceutico rappresenta un settore sempre più trainante. E la Menarini è stata tra le prime farmaceutiche internazionali a insediarsi in quest'area, investendo 44 milioni di euro per realizzare un suo stabilimento su territorio russo.

"A favorire la scelta, avvenuta dopo un'attenta valutazione, - prosegue Sebastio - sono stati un insieme di fattori: un sistema di infrastrutture ben sviluppato, personale qualificato e la competenza delle autorità locali nel facilitare l'avvio di attività straniere affiancandole nella risoluzione di aspetti organizzativi e burocratici". E, ancora, a giocare a favore di Kaluga, sono anche la presenza di un centro universitario, l'esperienza positiva di altri investitori stranieri e la vicinanza con Mosca. Il contratto che diede avvio ai lavori venne firmato nel 2010 alla presenza dell'allora sindaco di Firenze Matteo Renzi e Alberto Sergio Aleotti, l'imprenditore che ha avviato l'internazionalizzazione di Menarini e padre di Lucia e Alberto Giovanni Aleotti, proprietari del Gruppo. Il 2011 ha segnato l'inizio della costruzione dello stabilimento, nel 2013 è iniziato il confezionamento dei medicinali, nel 2017 il primo prodotto interamente realizzato.

Nello stabilimento di Kaluga vengono oggi prodotte nove tipi di compresse. "Abbiamo una capacità produttiva potenziale di 350 tonnellate di compresse annue, nel 2019 la produzione stimata è di 272 tonnellate, con un aumento del 170% rispetto al 2018, quando erano 100 tonnellate", precisa Sebastio. Considerando invece i blister, se ne producono oggi 64 milioni annui a fronte di una capacità massima 120 milioni mentre le confezioni sono 28 milioni a fronte di una capacità massima di 50 milioni annui. L'obiettivo, conclude Sebastio, è "portare presto la produzione alla massima capacità". (ANSA)

Vicino Mosca l'azienda italiana dove 'comandano' le donne. Nel sito Menarini a Kaluga guidano dalla produzione al packaging.

(ANSA) - MOSCA, 05 SET Dalla responsabile della produzione alla responsabile del controllo qualità, fino al packaging. Nel sito produttivo della farmaceutica italiana Menarini a Kaluga, in Russia, essere donna non significa vedersi preclusi incarichi apicali: 4 manager top level su 6, infatti, sono donne. Sito produttivo di recentissima costruzione e destinato alla produzione dei prodotti finiti solidi, ovvero compresse, a Kaluga  lavorano 133 persone, di cui 49 donne e 84 uomini, cifra che in percentuale ammonta al 38% di donne e al 62% di uomini. Qui parlare di quote rosa genera stupore e curiosità. Non serve infatti una legge per vedere tradotto in realtà quello che in Italia sembra ancora una meta lontana. A spiegarlo è Irina Braginskaya, il direttore dello stabilimento, anche lei donna.

Di origini moscovite, ma trasferita a Kaluga per seguire passo passo la nascita lo sviluppo del sito produttivo, Irina ha una laurea in ingegneria e una in tecnologie farmaceutiche. Con passo sicuro e un sorriso per ogni dipendente che incontra, percorre i corridoi della fabbrica illustrando ai giornalisti le fasi produttive: dallo stoccaggio della materia prima all'inserimento della compressa nel blister. "Per quanto riguarda il top management, il rapporto è paritario, 10 donne e 10 uomini", precisa Irina. Ad esempio, sono declinati al femminile gli incarichi di capo della contabilità, delle risorse umane e della conformità normativa. "Ma se si guarda agli incarichi di massima responsabilità - aggiunge - come la direzione del Dipartimenti di produzione, del dipartimento del packaging, di quello di registrazione, e del controllo qualità 4 dirigenti su 6 sono donne, praticamente il doppio". Il motivo? "Le donne sono spesso più affidabili, più qualificate e capaci di tenere sotto controllo settori molto ampi e complessi". (ANSA)

Diabete, azienda italiana tra i leader di mercato in Russia. Menarini detiene un quarto del mercato in questo settore.

(ANSA) - MOSCA, 05 SET Non più solo grandi nomi legati alla moda e al lusso, il marchio di qualità italiana in Russia si trova anche in farmacia. E, a conoscerlo, sono soprattutto i pazienti con malattie del cuore, della prostata. Ma soprattutto i diabetici. Circa il 25% della quota di mercato nell'area dei farmaci contro questa malattia è detenuta infatti dalla Menarini, la più grande azienda farmaceutica italiana, presente in 136 paesi in tutto il mondo.

Con 3,6 miliardi annui di fatturato e 18.000 dipendenti, la Menarini conta su 4 Hub principali: Firenze, Barcellona, Singapore e Berlino, filiale, quest'ultima, che gestisce 31 paesi dell'est Europa. È attraverso la Berlin Chemie, ex azienda della Repubblica Democratica Tedesca acquisita dopo la caduta del Muro, che Menarini ha fatto il suo ingresso in Russia, nel 1992. A 27 anni di distanza, nel territorio della Federazione delle Repubbliche Russe, Menarini oggi ha 320 milioni di fatturato annui e 950 dipendenti, tra l'ufficio commerciale, i promotori medico scientifici e gli addetti alla produzione. La realizzazione del primo stabilimento produttivo in questo Paese è recente, ma il brand è già molto conosciuto. "Con 112 formulazioni di cui 12 prodotte in loco, Menarini è ottava per fatturato tra le farmaceutiche internazionali in Russia", precisa Attilio Sebastio, direttore finanziario di Berlin Chemie - Menarini. "Complessivamente rappresenta il 3% del mercato farmaceutico russo, percentuale che sale all'11% se si guarda solo alla quota di mercato in cui ha prodotti, soprattutto gastroenterologia, cardiologia, urologia, antinfluenzali, integratori, antidolorifici". Il farmaco più venduto è un digestivo, la pancreatina. Ma l'area di maggior successo è quella degli antidiabetici. "Abbiamo una quota di mercato nell'area del diabete pari al 23,5%, in pratica un quarto", precisa Sebastio. Si tratta di 13 formulazioni, di cui 4, tutti antidiabetici orali (destinati ai pazienti non gravi), prodotti in Russia, nello stabilimento di Kaluga, nell'omonima regione.

Il diabete di tipo 2 è un problema crescente a livello mondiale, e lo è ancora di più in paesi come la Russia, dove sedentarietà, abitudini alimentari, consumo di alcol fanno sì che oggi circa il 9% della popolazione adulta abbia avuto diagnosticata la malattia, a fronte di una prevalenza del 5,5% in Italia (dati Oecd 2017). (ANSA)