Il sindaco Valentini
Il sindaco Valentini

Siena, 14 gennaio 2018 - Prosegue il sondaggio che potrà avere un peso determinante nella scelta del candidato sindaco del centrosinistra, incentrato sulla valutazione del mandato di Bruno Valentini e sui risultati dei possibili scontri con i potenziali contendenti, compreso quello tutto interno con la principale ipotesi alternativa Fulvio Bruni. Ma il Pd comunale si tira fuori. A parlare è la responsabile organizzazione Giulia Periccioli: «Non è stato commissionato dall’Unione comunale Pd di Siena, né ci risulta sia stato commissionato dai livelli superiori del partito», con l’auspicio di una sua diffusione integrale in modo da rendere esplicito il committente, cosa che verosimilmente non accadrà.

In realtà nella ricerca sembrano coinvolti proprio quei «livelli superiori del partito» (regionale e nazionale), in sintonia con palazzo pubblico. Per il sindaco Valentini – osteggiato da una parte non marginale del partito locale – si tratta di una verifica sul campo del livello di gradimento in città rispetto alla sua amministrazione: una strada concordata per non arrivare a uno scontro frontale in punta di statuto con chi non vuole la sua ricandidatura. In una situazione completamente diversa, ma con alcuni protagonisti ancora sulla scena, una riproposizione dell’acceso confronto che anche cinque anni fa contrappose Valentini a buona parte del gruppo dirigente del partito.

Lui ripete sempre di essere «più apprezzato dalla gente che non dai dirigenti del Pd», quale migliore occasione per una verifica allora che non un sondaggio a tutto tondo? Certo, non sarà facile emergere senza danni su tanti temi (dalla sicurezza, alla viabilità) che tempestano quotidianamente il dibattito cittadino spesso con accenti polemici. Ma il sindaco è convinto di potersi giocare la sua partito su questo tavolo, non a caso ha anche dato da tempo la sua disponibilità a confrontarsi nelle primarie. Una soluzione che il segretario cittadino Simone Vigni vede come il fumo negli occhi, anche perché ha annunciato che entro gennaio il partito farà la sua scelta e questo ovviamente non si concilia con l’ipotesi di una consultazione sulla candidatura.

La sua strada passa dal rendiconto di mandato nei circoli e da lì dovrebbero arrivare spunti per arrivare a un nome alternativo (con Bruni sempre in pole position). Il risultato è ancora tutt’altro che scontato e l’esito del sondaggio avrà un peso non secondario sulla decisione finale.