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Sindaco, il sondaggio promuove Valentini. Ma sulla ricandidatura il Pd è diviso

Il sindaco uscente risulterebbe in vantaggio sugli avversari

di ORLANDO PACCHIANI
Ultimo aggiornamento il 19 gennaio 2018 alle 07:57
Bruno Valentini punta a ricandidarsi in Comune

Siena, 19 gennaio 2018 - Come farà quella parte del Pd che non vuole il Valentini bis a evitarne la ricandidatura? Il quesito gira da tempo, ma ora che si avvicina il momento della scelta (Vigni aveva detto «entro gennaio», anche se non sarà facile) le perplessità aumentano. Non solo c’è stato un passaggio nei circoli incapace di cambiare gli equilibri, non solo la direzione comunale ha emendato il documento dell’esecutivo proprio nel punto che più di ogni altro metteva in discussione il sindaco, adesso iniziano a filtrare anche i dati del primo sondaggio commissionato proprio dall’area vicina a Valentini.

E che, magari in attesa del riscontro con quello realizzato dal Pd nazionale, segna un altro punto a favore del primo cittadino nella corsa alla ricandidatura: il rilevamento effettuato su 800 cittadini (campione altamente rappresentativo per una città di poco più di 50mila abitanti), comprese le chiamate ai telefoni cellulari che coinvolgono una buona fetta di popolazione giovane altrimenti esclusa, sarebbero molto confortanti per l’attuale inquilino di Palazzo pubblico, stando alle prime indiscrezioni.

Nei confronti degli sfidanti già in campo, oltre al candidato ancora da individuare del Movimento 5 Stelle, ci sarebbe una congrua forbice di vantaggio sul gruppone degli inseguitori, guidati da Piccini e a seguire De Mossi e Sportelli. Del resto, con una campagna elettorale ancora tutta da impostare, il sindaco uscente gode di evidenti vantaggi di notorietà rispetto a tutti gli altri.

Ma il sondaggio (i sondaggi) poteva avere anche esiti negativi e in quel caso per Valentini non ci sarebbe più stata partita. Così, invece, avrà buon gioco a mettere sul tavolo un’altra carta pesante. Resta, per il Pd, l’idea di una strada da perseguire: aggregare il partito a una coalizione civica, rinunciando formalmente a esprimere un nome proprio.

Ma come potrà nascere quella coalizione senza Valentini, finché la sua ricandidatura è ancora una possibilità concreta? La frenata della direzione rispetto al documento dell’esecutivo è eloquente. Nelle ultime ore i confronti interni alla maggioranza del partito si sono fatti frenetici, nel tentativo di convincere anche gli orlandiani che un cambio di rotta è necessario. Ma la soluzione ancora non si intravede.

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