Alessandro Mugnaioli
Alessandro Mugnaioli

Siena, 16 luglio 2014 - Si fanno i conti, dentro il Pd cittadino. Non è una novità d’altronde, ma pare che adesso i nodi stiano arrivando al pettine. E che presto le correnti che attraversano il partito saranno destinata a placarsi, con l’una che si farà più forte e l’altra che verrà messa nell’angolo. Già, le correnti. Le anime diverse, si è detto in questi mesi in cui è stato il partito stesso a mettere più volte in discussione la maggioranza di governo di cui fa parte e persino il sindaco eletto tra le proprie file. Ma i tempi sono maturi per fare ordine. E pare che anche dentro il Pd molti se ne siano accorti e stiano tentando la via della pacificazione. O della resa dei conti, dipende da come la si guarda. Quel che è certo è che ieri la direzione cittadina convocata in fretta e furia — inizialmente doveva esserci un’assemblea lunedì che invece è stata rinviata a data da destinarsi — è stata lunga e movimentata.

Per la prima volta dopo lungo tempo, infatti, ha preso corpo una linea di forte dissenso rispetto alla posizione ufficiale che più volte ha attaccato l’amministrazione. Insomma, anche negli organismi dirigenti del Pd cittadino sembra essere nata un’area della ‘ragionevolezza’ che chiede allo stesso partito un atto di responsabilità: evitare che le tensioni e le decisioni politiche si ripercuotano sul governo della città.

Come a dire, solo separando le due cose sarà possibile risolvere le ambiguità politiche che serpeggiano nel partito e, contemporaneamente, risolvere i problemi. Tertium non datur, non c’è una via d’uscita dalla sintesi serena che porti il partito a sostenere l’amministrazione anziché tenerla continuamente sotto scacco. L’obiettivo della nuova ‘ala della responsabilità’, insomma, sarebbe mettere definitivamente all’angolo certi meccanismi passati ma duri a morire. E i numeri sembrerebbero esserci.

Il fronte si è allargato e lo dimostrano anche le parole rilasciate ieri da Stefano Scaramelli, membro della direzione nazionale del Partito Democratico, coordinatore dei comitati renziani senesi e sindaco di Chiusi. «La compagine ceccuzziana — ha affermato Scaramelli senza mezze misure — rappresenta il passato, non può più incidere nelle politiche del futuro, non può più determinare nuovi assetti e questioni sulla politica cittadina che ha bisogno di una governance completamente nuova. Le logiche del passato hanno lasciato alla città dei disastri economici drammatici e dei danni importanti». Per questo Scaramellli auspice che si realizzi in città «ciò che si è realizzato in provincia». E che magari è iniziato proprio ieri sera.