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Mps, Morelli: "Ai primi di febbraio il piano. Resto anche se mi riducono lo stipendio"

Audizione al Senato dell'ammistratore delegato e del presidente Falciai. "Giusto criticare i manager, ma  i dipendenti sono stati eccellenti. I depositi dei clienti non sono stati in pericolo"

Ultimo aggiornamento il 18 gennaio 2017 alle 16:39
Mps, l'audizione al Senato dell'ad Morelli e del presidente Falciai (Imagoeconomica)

Siena, 18 gennaio 2017 - Tempi brevi verso la presentazione del nuovo piano industriale del Monte dei Paschi di Siena. Lo annuncia l'amministratore delegato di Mps, Marco Morelli, durante l'audizione davanti alle commissioni Finanze di Senato e Camera. "Nei primi giorni di febbraio avvieremo formalmente l'interlocuzione con le autorità europee  _ha detto Morelli _sulla base del piano industriale. L'aspettativa, anche se si tratta di una prima volta per tutti, è che nel giro di poche settimane il processo possa chiudersi e dare la possibilità alla banca di riprendere un percorso operativo, commerciale e ambientare, di maggior tranquillità".

Il vecchio piano prevedeva "di ridurre gli sportelli di 500 in tre anni e ridurre il personale di 2450 unità, attraverso il fondo di solidarietà -sottolinea Morelli _ È evidente che nella trattativa con la commissione partiremo sicuramente da questa assunzione, l'obiettivo è che la banca possa ripartire senza alcuna penalizzazione della forza lavoro nelle sue varie articolazioni. Presentiamo un piano che deve essere condiviso da chi ha potere di dare le indicazioni".

Secondo Morelli "è giustissimo criticare l'operato del management, di chi fa il mestiere come me: chi occupa certe posizioni deve rendere conto _ d'altra parte è anche giusto tener presente che ci sono tante persone che lavorano nella banca e che hanno dato una prova eccellente di tenuta sia dal punto di vista comportamentale che di rapporto con i clienti".

"Le sofferenze sui prestiti _ha spiegato Morelli_ vanno eliminate perché senza la loro uscita dal bilancio non riparte la redditività della banca, l'obiettivo resta la cessione delle sofferenze in blocco. Poi conta anche il parere delle authority".

Morelli ha osservato che "c'è stato un deflusso molto importante" dei depositi che si è "completamente arrestato con gli ultimi giorni dell'anno e i primi giorni del mese". Riguardo alle ipotesi di riduzione dei compensi dei manager, Morelli ha risposto a una domanda sottolineando che per lui non sarebbe un problema: "Se mi riducono lo stipendio resto? Assolutamente sì. Io ho dato un impegno e lo onoro perché credo che il rilancio della banca sia possibile. Preferisco che mi sia ridotto lo stipendio in maniera molto pesante ma che vengano tutelate figure di management molto importanti e che se fossero perse ci sarebbe un danno sostanziale. Il mandato di un amministratore delegato è sempre a disposizione degli azionisti, se l'azionista è il governo vale quanto ho detto, è libero di decidere, giudicare i risultati e disporre del management".

All'audizione ha partecipato anche il presidente di Mps, Alessandro Falciai che ha sottolineato, tra le altre cose, che "in nessun caso i depositi dei nostri clienti sono mai stati a rischio". Falciai ha ricordato che la banca ha "tutte le caratteristiche" per ottenere la ricapitalizzazione precauzionale che è "diversa dalla risoluzione" ed è una misura "assolutamente temporanea" e ha evidenziato che Mps "ha riscontrato fabbisogno di capitale solo in esito a uno stress test", condotto quando "eravamo in mezzo al guado del nostro piano di ristrutturazione: è come chiedere a un atleta che sta recuperando di correre la maratona".

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