Monte dei Paschi di Siena
Monte dei Paschi di Siena

Siena, 22 dicembre 2016 - Il Monte dei Paschi non ha raggiunto l'obbiettivo dell'aumento del capitale, quei cinque miliardi che in questi giorni hanno fatto parlare le cronache economiche. E ora per la banca senese si apre la strada, non senza incognite, dell'aiuto di Stato. A comunicare il mancato raggiungimento dell'obbiettivo è il consiglio di amministrazione della banca. Intanto, la Consob sospende, per la giornata di venerdì 23 dicembre, la sospensione delle negoziazioni nei mercati regolamentati, nei sistemi multilaterali di negoziazione e nei sistemi di internalizzazione sistematica italiani relativamente ai titoli emessi o garantiti da Banca Monte dei Paschi di Siena spa e agli strumenti finanziari aventi come sottostante titoli emessi da Banca Monte dei Paschi di Siena spa.

Spiega Mps che nell'operazione non sono stati raccolti ordini di investimento sufficienti a raggiungere la somma di 5 miliardi di euro, necessaria a consentire il deconsolidamento dei non performing loan e il raggiungimento degli altri obiettivi di rafforzamento patrimoniale posti a base dell'operazione annunciata il 25 ottobre e delle autorizzazioni ricevute dagli organismi di vigilanza nazionali e sovranazionali.

Ora dunque una strada di incognite, tanto per i lavoratori quanto per i correntisti. Sì perché adesso c'è da guardare avanti. Il primo impegno è quello di tutelare la liquidità della banca, giudicata dalla Banca Centrale Europea sufficiente per appena 29 giorni. 

Il consiglio di amministrazione di Mps ringrazia, nella nota sull'insuccesso dell'operazione di ricapitalizzazione, "tutti i dipendenti per il grande sforzo profuso al servizio della banca e dei clienti in questo delicato momento della vita dell'istituto". Lo stesso cda spiega anche come la mancanza di grandi investitori abbia influito: «Non si sono concretizzate manifestazioni di interesse da parte di anchor investor disponibili a effettuare un investimento rilevante nella Banca, circostanza che ha influito negativamente sulle decisioni di investimento degli investitori istituzionali limitando significativamente gli ordini di sottoscrizione»

Adesso la banca chiede ufficialmente aiuto allo Stato, sancendo così la necessità del "sostegno finanziario pubblico straordinario". Per questo si attende una riunione del consiglio dei ministri. Che dovrebbe produrre un decreto per una ricapitalizzazione precauzionale. La palla passa a questo punto anche a Bruxelles. Si dovrebbe aprire adesso infatti un delicato tavolo di trattative tra la Commissione Europea (che deve dare il via libera all'intervento di Stato) e la Bce. Francoforte fornirà all’Unione i dati necessari a dare avvio alla procedura di intervento statale. Ovvero: la solvibilità del Montepaschi (necessaria per la ricapitalizzazione preventiva), e l’entità della "deficienza di capitale".