Siena, 15 aprile 2016 - L'università per Stranieri di Siena conferirà la laurea honoris causa a Martin Schulz, presidente del parlamento Europeo. Una data importante per l’ateneo, quindi, quella del 22 aprile, a un anno e un giorno di distanza dalla laurea conferita a Jhumpa Lahiri, scrittrice di origine bengalese. «Un uomo politico emblematico per la comunità europea – afferma il rettore Pietro Cataldi – , che ne presiede l’istituzione rappresentativa eletta e non nominata. In lui si riconosce l’europeismo democratico delle culture e delle tradizioni. Il nostro ateneo ha deciso di credere nel valore strategico della cultura quale strumento che può ancora avere una funzione universale. La nostra università ha dato poche Lauree ad honorem ma molto rappresentative: Josè Saramago, Amos Oz, Moni Ovadia, Jhumpa Lahiri. Non a caso sono tutti scrittori stranieri o di origine straniera: ci interessano figure che costruiscano ponti tra lingue, popoli, culture».

Martin Schulz è un uomo ‘sui generis’. Dopo gli studi superiori ha deciso di fare della sua passione una professione e ha lavorato come libraio. Nel 1982 ha aperto una libreria, a Würselen, attiva per 12 anni fino agli impegni nel partito socialdemocratico. La professione di librario dichiara un amore per la cultura rivendicato anche negli obiettivi in cui si è prodigato dal 2004, anno in cui fu eletto presidente del gruppo dei socialdemocratici tedeschi. Un uomo di giustizia nel campo dell’occupazione e della crescita, nel segno di un’Europa più forte e più democratica. F

autore della legislazione che dà vita alla nuova generazione del programma Erasmus, dopo i tanti dubbi sollevati riguardo al progetto mobilità. In particolare nei paesi maggiormente colpiti dalla crisi economica e dalle dure politiche economiche, Martin Schulz ha aumentato i finanziamenti invece di eliminarli. «L’Università per Stranieri - conclude Cataldi – vive in un contesto internazionale, dove l’Europa è uno degli insiemi di appartenenza decisivi. I nostri studenti incarnano la generazione Erasmus, grazie alle tante convenzioni e ai tanti bandi che escono dall’ateneo. La generazione Erasmus viaggia in Europa sentendola come unico paese».