Donatella Cinelli Colombini, Piero Sbarluzzi, Sandra Savaglio
Donatella Cinelli Colombini, Piero Sbarluzzi, Sandra Savaglio

Siena, 14 settembre 2014 - Sandra Savaglio, simbolo della fuga dei cervelli dall’Italia e prima scienziata a dare l'esempio opposto tornando in Italia per assumere l'incarico di professore ordinario all'Università della Calabria, riceverà domani alle 10,30 a Montalcino nel chiostro di San Domenico, il Premio Casato Prime Donne 2014. Altri riconoscimenti saranno tributati a tre big del giornalismo italiano: Anna di Martino, a cui va il Premio “Montalcino la sua storia, la sua arte e il suo vino”, Daniele Cernilli, insignito del premio “Io e Montalcino”  e Ian D'Agata, uno dei più specializzati giornalisti esteri in campo enologico a cui verrà consegnato il "Premio Consorzio del Brunello" direttamente dalle mani del Presidente Fabrizio Bindocci. Tra i premiati anche Andrea Rontini, che ha vinto  il premio fotografico sul tema “Genti e terre dei vini Brunello e Orcia” con l’immagine  Luna a Torrenieri. A far parte della giuria del premio, una giuria tutta al femminile presieduta da Francesca Cinelli Colombini e composta da Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione. E' invece di Piero Sbarluzzi la scultura in terracotta, intitolata “Vita” che accompagna la dedica di Sandra Savaglio, raffigurante una vignaiola che guarda il sole, la stella a noi più vicina e quella da cui dipende la maturazione dell’uva. Piero Sbarluzzi è l’erede dei grandi ceramisti toscani rinascimentali: di quella generazione di primo Quattrocento, che alternava la terracotta, al marmo e al bronzo << ha imparato il mestiere in bottega, dove ha sviluppato una forte e compiuta manualità, come Leonardo, Michelangelo, Raffaello>> ha detto di lui Vittorio Sgarbi.

La biografia della premiata: Sandra Savaglio l’astrofisica che ha deciso di tornare all’Università della Calabria a Cosenza dopo 23 anni di lavoro con i maggiori telescopi stranieri, nel 1991, dopo la laurea in fisica con 110 e Lode e il dottorato all’Università della Calabria e allo European Southern Observatory, firma un contratto che la porta all’Università di Baltimora. Dice addio alla sua Marano Marchesato, piccolo centro in provincia di Cosenza, e si trasferisce all’estero.  I suoi studi diventano sempre più impegnativi: esplora le galassie distanti, si occupa dell’arricchimento chimico dell’universo, dei fenomeni esplosivi, fa scoperte fondamentali per la comprensione delle galassie che ospitano i lampi gamma, le esplosioni più energetiche dell’universo. Vanta oltre centosessanta pubblicazioni nelle più prestigiose riviste scientifiche internazionali, come "Nature" e "Astrophysical Journal". E' stata Fellow e Senior Research Scientist e in precedenza è stata allo Space Telescope Science Institute di Baltimora negli Stati Uniti e prima ancora, dal settembre 2001 a febbraio 2006, presso la John Hopkins University della stessa città. Nel 2006 pubblica insieme a Mario Caligiuri un libro-denuncia sul mondo della ricerca in Italia.  Sandra Savaglio fu protagonista di una vicenda simile a quella di tanti giovani talenti nostrani emigrati all’estero. Partecipa al concorso per l’Osservatorio di Monte Porzio e dice apertamente quello che pensa dopo aver subito una persecuzione giudiziaria per aver vinto un concorso non predestinato a lei. A quell’epoca promise di tornare in Italia se le cose fossero cambiate e ora mantiene l’impegno. In autunno lascerà la Germania, a seguito della “chiamata diretta” dell’Università della Calabria dove farà il professore ordinario  ad "Arcavacata", un dipartimento di fisica che è un gioiello per l'università, un fiore all'occhiello per la regione e per il Paese. Un atto di amore e di coraggio.