Siena, 4 marzo 2021 - Il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi è ligio nel rispettare la consegna del silenzio sulla mappa delle aziende che potrebbero dar vita al polo italiano per la produzione di vaccini anti Covid, dopo la riunione al Ministero dello Sviluppo economico. "Non c’è nessuna azienda che vuole approffitare del momento - precisa il vertice delle industrie farmaceutiche - siamo una fase esplorativa, di studio. C’è una mappa possibile di siti, con impianti compatibili e con modifiche eventuali da apportare. Ma i passi compiuti sono importanti".

Quali sono i passi avanti?
"Il ministro Giorgetti oggi incontrerà il commissario Thierry Breton, responsabile della task force europea sui vaccini. E gli confermerà che l’Italia non può essere esclusa dal network europeo dei vaccini. Per questo Giorgetti ha cercato di capire se le industrie italiane erano in grado di risolvere il problema nei prossimi mesi. Se c’erano tecnologie adeguate, impianti da riconvertire, senza costruire tutto da zero, visto che tra giugno e settembre arriveranno altri vaccini anti Covid".
Ci sono queste aziende?
"Certo che ci sono. Ormai tutti parlano di bioreattori, ma bisogna capire se sono compatibili o modificabili. La Gsk a Rosia ha un bioreattore per i vaccini antimeningite, è batterico non virale. Ci sono impianti per i vaccini antinfluenzali, che non possono fermare la produzione, altrimenti a settembre ci troveremo senza quei vaccini. La mappa che stiamo approntando tiene conto di tutti questi fattori".
Non vi accontenterete del ’fill and finish’ , di infialare e confezionare vaccini?
"Le tappe della produzione dei vaccini sono molteplici, cerchiamo contributi anche nella fase primaria. Per costruire un bioreattore ci vogliono due anni, noi dobbiamo partire tra qualche mese. Ma la filiera italiana della produzione per conto terzi è la migliore in Europa".
Questo vuol dire che ragionate anche su produrre vaccini di altre aziende?
"La Commissione Europea ha incontrato le sette aziende che hanno scoperto i vaccini antiCovid. Hanno ribadito che stanno cercando partner ovunque per la produzione, firmando contratti normali e collaborando anche se sono concorrenti. Il problema è che non siamo in ritardo con la produzione, siamo in anticipo sull’arrivo dei vaccini".
Pensate a vaccini a mRna o a base Dna?
"Dipende da quello che si troverà in Italia, qualsiasi tipo di vaccino antiCovid arrivi sarà importante per affrontare l’emergenza e avere più dosi".
In quanto tempo potrà nascere il polo italiano dei vaccini?
"L’obiettivo che ci siamo dati al ministero è arrivare a fine anno con un’idea chiara, con progetti che si realizzino nei prossimi 6-8 mesi. Sono obiettivi strategici, non legati solo a questa pandemia. Il ministro Giorgetti, a nome del Governo, ha ribadito che ci saranno risorse finanziarie e quadri normativi per arrivare a realizzare il polo italiano".