Siena, 3 gennaio 2021 - "Vaccini e anticorpi sembrano capaci di reagire in maniera efficace anche contro i virus in mutazione, come nel caso inglese". A parlare è Emanuele Montomoli, docente di Igiene e Medicina Preventiva dell’Università di Siena e Ceo di Vismederi, che ogni giorno guida un gruppo di ricercatori nella lotta al virus e non solo. Professor Montomoli, cosa vuol dire cercare soluzioni al virus che muta? "Si punta a valutare se vaccini e anticorpi monoclonali possono riuscire a rispondere e a quale livello di efficacia. Abbiamo svolto studi, al momento in fase preliminare che vanno...

Siena, 3 gennaio 2021 - "Vaccini e anticorpi sembrano capaci di reagire in maniera efficace anche contro i virus in mutazione, come nel caso inglese". A parlare è Emanuele Montomoli, docente di Igiene e Medicina Preventiva dell’Università di Siena e Ceo di Vismederi, che ogni giorno guida un gruppo di ricercatori nella lotta al virus e non solo.

Professor Montomoli, cosa vuol dire cercare soluzioni al virus che muta?

"Si punta a valutare se vaccini e anticorpi monoclonali possono riuscire a rispondere e a quale livello di efficacia. Abbiamo svolto studi, al momento in fase preliminare che vanno approfonditi. Ma abbiamo segnali già importanti".

Per esempio?

"Abbiamo visto nei test sinora eseguiti che gli strumenti a nostra disposizione ci consentono di verificare il potere terapeutico e di protezione nei confronti delle mutazioni del virus. E l’effetto sembra assolutamente efficace".

Perché allora tutta questa paura davanti alla variante inglese del Covid?

"A questo non so rispondere, non entriamo nella testa delle persone. Posso però dire che la cosidetta ’variante inglese’ del virus è stata forse troppo enfatizzata. Perchè ci sono alcuni aspetti da mettere sulla bilancia e da valutare".

Quali, ad esempio?

"Le mutazioni di questa tipologia di virus sono frequenti, come accade ogni anno per l’influenza. Lo stesso virus che ha colpito Wuhan all’inizio della pandemia non è lo stesso di adesso, abbiamo avuto evidenti variazioni anche nei mesi successivi".

Le vittime in Italia, e soprattutto a Siena, sono nettamente superiori alla prima ondata e i positivi non calano: è davvero il caso di tornare alla zona gialla, con il ’tutti liberi’ o quasi?

"Intanto la crescita del dato dei positivi è in gran parte dovuta all’aumento dei controlli. Si fanno molti più tamponi: noi in primavera ne facevamo cento in una settimana e oggi si raggiunge la stessa quota in un giorno. Questo tipo di prevenzione ha portato a un tasso di ospedalizzazione e mortalità molto più basso. Questo è un dato positivo".

Quindi sì alla zona gialla?

"La scelta di riaprire spetta ai decisori politici, non a noi. Posso dire che bisogna valutare l’effetto dello shopping natalizio sui contagi e solo intorno all’Epifania vedremo i risultati provocati da quegli assembramenti. Al momento, a mio avviso, si può riaprire piano piano, seguendo il percorso dei contagi e comunque sempre rispettando le regole. Ma, come detto, non spetta a noi decidere".

Come valuta l’allarme di Pfizer che dice: non riusciamo a produrre le dosi di vaccino necessarie?

"Mi sembra una situazione normale in questo momento, che sinceramente non mi preoccupa. Entro l’anno arriveranno i vaccini di altre aziende, che stiamo testando anche noi. Basteranno un paio di nuovi prodotti immessi sul mercato su scala internazionale per coprire tutti i fabbisogni".

Quale sarà il prossimo passo di Vismederi?

"Al momento lavoriamo al cento per cento delle forze sulla sfida al Covid, E posso anticipare che stiamo cercando anche di realizzare un prodotto tutto nostro. Sarebbe l’ultimo anello di una grande catena di lavoro".