Università e lavoro. Oltre 1.500 candidati a caccia di un colloquio. Aziende cercano talenti

Si chiude oggi la Career week dell’ateneo senese, con focus su competenze trasversali, open badge e intelligenza artificiale. Il rettore Di Pietra: "Una palestra per imparare a presentarsi".

Università e lavoro. Oltre 1.500 candidati a caccia di un colloquio. Aziende cercano talenti

Università e lavoro. Oltre 1.500 candidati a caccia di un colloquio. Aziende cercano talenti

Non più affollamento lungo i corridoi, file davanti ai banchi dei reclutatori, e non più ritmi serrati fra un colloquio e l’altro nel giro di qualche ora; spazio invece a quattro giorni di appuntamenti prenotabili, con presentazioni di aziende, lezioni su come fare un colloquio e stendere un curriculum. E’ la nuova formula della career week proposta dall’Università di Siena nella sua 13esima edizione, apertasi lunedì e in chiusura oggi, fra Rettorato e sedi di San Miniato e San Francesco. Sono 1.500 i curriculum inviati da studenti e neolaureati alle oltre 50 aziende che quest’anno sono arrivate in ateneo alla ricerca dei professionisti di domani; e un migliaio i ragazzi invitati ad un colloquio, diventato una vera e propria occasione di preselezione.

"Accompagniamo i nostri studenti in tutto il percorso di studi, dall’orientamento fino all’incontro con il mondo del lavoro - inizia il rettore Roberto Di Pietra -. Questa non è una fiera, il giro fra i banchi alla ricerca di un bigliettino o di un gadget, ma un primo esercizio per imparere a fare colloqui di lavoro".

L’occupabilità dei laureati premia l’ateneo senese: ad un anno dal conseguimento del titolo il 78% trova lavoro e a 5 anni di distanza si sale al 90,5%: "Mi fa piacere ricordare - sottolinea Claudia Faleri, delegata al Placement, promotore dell’iniziativa – come il tasso di occupazione dei laureati risulti essere non solo in aumento rispetto all’anno precedente, ma anche superiore rispetto alla media nazionale".

Ma non sono solo le competenze disciplinari ad avvicinare al lavoro, quanto il mix con le soft skills, quelle competenze trasversali sempre più richieste dai reclutatori: allora la marcia in più è data dalle esperienze fatte a livello internazionale, quindi la partecipazione a programmi Erasmus, la conoscenza delle lingue, l’attitudine ad ascoltare, instaurare relazioni sociali e collaborare in ambito di lavoro; ma anche fare sport agonistico, come pratica per gestire lo stress e imparare la disciplina; partecipare a esperienze di teatro; e infine avere consocenze digitali, oggi imprescindibili. Proprio per certificare le competenze trasversali, Maria Pia Maraghini, delegata alle Soft Skills, ha presentato il programma ’USiena Soft&Digital Skills’, attività formative per ottenere gli open badge, certificazioni rilasciate dall’Ateneo da inserire nel curriculum vitae. E l’associazione USiena Alumni ha proposto l’incontro ’Adotta 1 Skill’, con focus sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale come leva delle competenze chiave per entrare nel mondo del lavoro.

Durante i colloqui i partecipanti hanno anche potuto cogliere indicazioni utili sui profili professionali maggiormente richiesti: fra le più gettonate a Siena sono le aree disciplinari di scienze della vita, economia, ingegneria informatica, medicina. Ma "è l’interdisciplinarietà quella che paga – precisa la professoressa Faleri –. Oggi l’intelligenza artificiale è applicabile in qualsiasi disciplina e lavoro, ma dobbiamo capire come usare la macchina".

Paola Tomassoni