Il rettore Pietro Cataldi e il comandante Antonio Marra
Il rettore Pietro Cataldi e il comandante Antonio Marra

Siena, 14 marzo 2019 - "Non vogliamo punire i colpevoli ma educare alla legalità i futuri protagonisti della società. E’ un piccolo grande segnale: le risorse pubbliche devono andare a chi ha bisogno o è meritevole, non ai soliti furbetti". Così il rettore Pietro Cataldi annuncia il protocollo firmato da Università per Stranieri e Guardia di Finanza per il controllo dei redditi familiari degli studenti, che in base alle certificazini Isee pagano la quota di iscrizione ai corsi di laurea.

Scatta il contrasto ai furbetti delle tasse universitarie: la Guardia di Finanza controllerà la corrispondenza fra le certificazioni depositate dagli studenti con le giacenze medie annuali delle famiglie. «Si tratta di un’azione di legalità economica concreta – entra nel dettaglio il colonnello Giuseppe Antonio Marra, comandante Guardia di Finanza Siena –. La scuola, e tanto più l’Università, non è solo il tempio della professionalità, ma anche dell’etica: lo studente ha diritti ma anche doveri, compreso quello di contribuire alla spesa pubblica in base alle disponibilità e al merito naturalmente. Faremo controlli approfonditi su una minima platea di nominativi forniti dall’Università. Chi sarà sorpreso in false dichiarazioni incorrerà in conseguenze amministrative e penali: si parla di sanzioni fino a tre volte l’indebitamente percepito o evaso».

I controlli dunque si concentreranno sulle immatricolazioni, ovvero su una piccola percentuale di quei circa 700 iscritti al primo anno, sul totale di oltre 2.000 studenti dell’Università Stranieri. Sotto la lente di ingrandimento della Finanza finiranno naturalmente gli immatricolati italiani, che rappresentano l’85% del totale.

"Si parte dallo sfatare un luogo comuine – prosegue il rettore Cataldi – che in Italia l’Università sia pagata dagli studenti. Quando gli iscritti contribuiscono al massimo per il 20% al costo del loro percorso di studi, che è sostenuto dallo Stato. In media un nostro studente paga mille euro l’anno per il suo corso di laurea, che ha un costo effettivo di 8 mila euro".

Le tasse universitarie annuali vanno da zero euro per l’area no tax (con Isee familiare sotto i 13mila euro) a duemila euro (per chi non presenta Isee e dichiara reddito massimo). "L’obiettivo di questi controlli – conclude il rettore – è volto ad evitare che chi effettivamente ha un reddito basso sia costretto a pagare per chi ha più alte disponibilità, ma non le dichiara. Se così fosse ci troveremmo di frone a figli di poveri che sostengono gli studi ai figli dei ricchi. Va infine detto che il risparmio dei furbetti in questione, con questi numeri, è di non più di cento euro al mese".