Lotta al cancro, la sfida. "Hackerare il tumore per renderlo visibile al sistema immunitario”

Ne hanno discusso a Siena i principali esperti mondiali nel campo dell'immuno-oncologia

Il professor Michele Maio

Il professor Michele Maio

Siena, 11 ottobre 2023 – Hackerare il tumore per renderlo visibile al sistema immunitario. È questa la strategia per innalzare il livello di efficacia dell'immunoterapia nella cura del cancro.

Ne hanno discusso a Siena i principali esperti mondiali nel campo dell'immuno-oncologia in occasione della settima edizione del 'Think Tank: a vision of I-O. Call for actions' organizzata dalla Fondazione Nibit in collaborazione con il Parker institute for cancer immunotherapy e il World immunoterapy council.

«L'immunoterapia è diventata da alcuni anni la quarta strategia di trattamento dei tumori, dopo chirurgia, radioterapia e chemioterapia, nonostante sia utilizzata sempre di più con successo nella cura nella maggior parte delle neoplasie, da sola o in combinazione anche con farmaci chemioterapici, non tutti i pazienti riescono a trarne beneficio», osserva Michele Maio, ordinario del centro di immuno-oncologia dell'Aou senese e presidente della Fondazione Nibit. Uno dei motivi del fallimento è la capacità del tumore di nascondersi agli occhi del sistema immunitario. Ecco perché è fondamentale trovare il modo di rendere le cellule cancerose visibili al nostro sistema di difesa.

Una delle strategie che si sta facendo sempre più strada a tale scopo prevede la modificazione dell'epigenoma del tumore. «L'obiettivo - prosegue Maio - è indurre delle modificazioni nelle proteine che sono avvolte attorno al Dna che servono alla regolazione dell'espressione di alcuni geni.

Il fine ultimo è generare la produzione di proteine sulla superficie delle cellule neoplastiche, componenti fondamentali nell'interazione tra tumore e sistema immunitario; in questo modo il tumore risulta maggiormente riconoscibile da parte delle cellule di difesa immunitaria dei pazienti».