Siena, 12 luglio 2018 - Continuano a non mancare coloro che, alla ricerca dell’affare, incappano in una delle numerose truffe che vengono perpetrate da soggetti che operano online. Così un senese di 62 anni concludeva qualche settimana fa degli acquisti su una nota piattaforma di vendite telematiche, avendo rintracciato a prezzi molto convenienti delle macchine agricole che altrimenti gli sarebbero venute a costare molto di più.

Attratto da tale fortunata circostanza, per non perdere l’occasione, l’ignaro acquirente ha contattato l’autore dell’inserzione che, per bloccare l’affare, gli ha chiesto un anticipo di 600 euro da versare mediante una ricarica da compiere su una carta Postepay. Effettuata tale transazione l’attraente inserzione e l’autore della stessa inserzione dai radar e a quell’utenza cellulare il truffato non ha rintracciato più nessuno. Avendo compreso di essere stato gabbato, si è rivolto a questo punto ai Carabinieri di Rosia, ai quali ha presentato una dettagliata denuncia-querela.

I Militari hanno preso a cuore tale situazione e hanno  intrapreso delle indagini sperando di poter venire a capo di qualcosa. Si è trattato di vedere se il truffatore avesse lasciato qualche traccia lungo il percorso, come ben poteva essere. Con l’ausilio delle Poste Italiane, ricostruendo qualche triangolazione, si è risaliti così al vero titolare della carta ricaricata, che non era un cittadino dello Sry Lanka, come appariva a prima vista, ma un 64enne noto alle cronache per episodi analoghi e residente in Emilia Romagna. Stabilito che a ricevere i soldi era stato lui, i Militari si sono dedicati a ricostruire chi fosse stato il reale utilizzatore dell’utenza cellulare dalla quale il raggiro era stato congegnato. Con un po’ di fatica i Militari hanno identificato un uomo di 52 anni, anch’egli con precedenti denunce per fantasiose truffe portate a segno, pure lui residente in Emilia Romagna, che indagini successive hanno dimostrato di  essersi spesso relazionato col primo soggetto individuato. Entrambi i malfattori sono stati pertanto denunciati per truffa aggravata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siena. Naturalmente i soldi su quella carta ci sono rimasti solo per poche ore, il tempo necessario per sottrarli alle giuste recriminazioni dello sfortunato compratore e degli inquirenti.