Luigi Pergamo aveva fondato anche una propria formazione politica
Luigi Pergamo aveva fondato anche una propria formazione politica

L’imprenditore Luigi Pergamo resta in carcere. Secondo le indagini della Dda di Firenze, Pergamo sarebbe il fulcro di un’associazione per delinquere che avrebbe impiegato anche fondi di origine ignota. Sono stati quindi apposti i sigilli giudiziari ad alcuni sui beni, fra questi un albergo a Chianciano Terme, proprio nel centro termale, nella piazza principale. Il meccanismo delle truffe, di cui è accusato l’imprenditore, si sarebbe basato sulla costituzione di una serie di società da parte di Pergamo e soci e finora quelle individuate sono 14.

Una di queste prendeva in fitto un hotel dai proprietari e a sua volta cedeva il ramo di azienda ad un’altra società che poi gestiva in proprio o subaffittava a un terzo. La Dia aveva precisato che "tra i vari passaggi societari sono emersi contatti con soggetti riconducibili alla criminalità organizzata calabrese, tuttora in corso di approfondimento". L’arresto di Luigi Pergamo, risale al 29 ottobre 2020. Pergamo da capo della gang avrebbe valutato, progettato e finanziato le azioni truffaldine sia per autoriciclare i soldi propri sia per impiegare i fondi di origine ignota e inquietante sottolineati dal Gip al momento della conferma dell’arresto. Le accuse rivolte verso l’imprenditore, al momento dell’arresto erano molto gravi; appropriazione indebita, sfruttamento dei lavoratori sottoposti a condizioni degradanti, peculato, truffa aggravata, sottrazione fraudolenta di beni al fisco, auto-riciclaggio e violenza sessuale.