PAOLO BARTALINI
Cronaca

Trigano, in 62 rischiano il posto Azienda e sindacati al confronto

Corsentino, delegato Fim Cisl: "Il bonus integrativo alla cassa va mantenuto e serviranno altri incentivi"

Trigano, in 62 rischiano il posto  Azienda e sindacati al confronto
Trigano, in 62 rischiano il posto Azienda e sindacati al confronto

di Paolo Bartalini

Posti di lavoro da tutelare: sono 62 gli addetti di Trigano dello stabilimento di Cusona con contratto a tempo determinato in scadenza alla fine di questo mese. Il settore, ormai da tempo, si trova in sofferenza a causa di varie problematiche - una crisi non di tipo strutturale, ma dovuta essenzialmente a carenze di materiali, in un’epoca nella quale la domanda di veicoli cresce in maniera esponenziale - che continuano tuttora a determinare il ricorso da parte di varie realtà produttive della zona a periodi di cassa integrazione per i lavoratori.

Tutto ciò in un’area geografica, tra la Val d’Elsa e la Val di Pesa, nella quale si concentra il 90 per cento della produzione di mezzi ricreazionali a livello nazionale. È all’interno di questo scenario che l’azienda e le organizzazioni sindacali Fim Cisl e Fiom Cgil si preparano al confronto.

Mantenere la forza lavoro è l’obiettivo prioritario, come è naturale comprendere in un periodo complicato sul piano economico per numerose famiglie alle prese con gli effetti pesanti del caro vita e degli incrementi dei tassi di interesse sui mutui. Ma sono da considerare anche altri aspetti, per l’immediato e per il futuro: "Noi chiederemo all’azienda di continuare a erogare il bonus integrativo alla cassa integrazione ai dipendenti – afferma Salvo Corsentino, delegato Fim Cisl di Trigano – in modo che in caso di nuove fasi di fermo produttivo i lavoratori possano contare sulla copertura di un 80 per cento del salario. In più, anche in presenza dei recenti aumenti in busta paga previsti dal contratto nazionale dei metalmeccanici, serviranno a nostro parere altre tutele, sotto forma per esempio di un ulteriore bonus in grado limitare l’impatto dell’incremento dei prezzi sui bilanci familiari. Chiederemo queste due indennità anche per i dipendenti di altri siti produttivi del Gruppo: oltre a Cusona anche Sea, a Poggibonsi zona Foci, e per Chiano, Barberino Tavarnelle".

Altre proposte? "Occorrerà riprendere la discussione in merito alla quattordicesima mensilità – soiega –, di fatto congelata in Trigano dal tempo della grande crisi del 2008. Il personale assunto in azienda da quel periodo - oggi circa 90 unità, su un totale di 400 effettivi - non può contare in maniera diretta sulla quattordicesima, ma segue un percorso diverso. A nostro giudizio si tratterebbe di ridiscutere il quadro, perché pensiamo che i tempi siano maturi per lo sblocco per i dipendenti che a oggi sono esclusi dal beneficio".