Ci sono tesori d’arte appartenenti al Monte dei Paschi che neppure l’eventuale acquisizione della banca da parte di un altro istituto di credito potrà mai portare via da Siena. Si tratta dei cosiddetti beni pertinenziali, il futuro dei quali è stato oggetto ieri della prima riunione della commissione dei tecnici esperti. L’incontro si è svolto in...

Ci sono tesori d’arte appartenenti al Monte dei Paschi che neppure l’eventuale acquisizione della banca da parte di un altro istituto di credito potrà mai portare via da Siena. Si tratta dei cosiddetti beni pertinenziali, il futuro dei quali è stato oggetto ieri della prima riunione della commissione dei tecnici esperti. L’incontro si è svolto in modalità videoconferenza e ha visto la presenza del soprintendente e coordinatore Andrea Muzzi, di Eike Dieter Schmidt (foto), direttore della Galleria degli Uffizi, Marco Pierini, direttore dei Musei Umbri, Marco Ciampolini, direttore del Museo Carmi di Villa Fabbricotti (Carrara), nonché docente all’Accademia Belle Arti di Carrara e addetto museale del Museo dell’Opa. Presente anche lo storico dell’arte Marco Mazzoni.

La commissione, approvata dalla Giunta comunale il 3 dicembre scorso e fortemente voluta dal sindaco Luigi De Mossi, che ha tenuto per sè fin dall’inizio del mandato la delega alla Cultura, ha lo scopo di svolgere attività di supporto e collaborazione al soprintendente (che svolge attività totalmente gratuita) per verificare il vincolo pertinenziale esistente su parte delle opere d’arte del Monte dei Paschi al fine di valutarne la possibile estensione.

La destinazione di questi beni può essere effettuata dal proprietario della cosa principale o da chi ha un diritto reale sulla medesima. In particolare, la destinazione deve essere caratterizzata dal requisito della durevolezza, intesa nel senso che il rapporto pertinenziale non può essere nè occasionale nè temporaneo. La pertinenza è caratterizzata invece dall’oggettiva destinazione di una cosa a servizio o a ornamento di un’altra. L’orientamento della commissione comunale è preservare dunque il patrimonio del Monte, legandolo indissolubilmente a Siena.