Il presidio dei coordinamenti sindacali del Monte davanti al Ministero dell’Economia
Il presidio dei coordinamenti sindacali del Monte davanti al Ministero dell’Economia
di Pino Di Blasio Oggi sarà una prova di forza per i sindacati, uno stress test per verificare la risposta dei 21.400 dipendenti del Monte dei Paschi allo sciopero generale proclamato dai coordinamenti del gruppo. Se tante filiali resteranno deserte, se saranno molti a scioperare, la richiesta di un incontro al ministero dell’Economia e di un coinvolgimento dei sindacati nella trattativa tra Governo e UniCredit, avrà molto più peso. Anche perché ha registrato già l’endorsement di tutti i candidati al collegio senese alla Camera, segretario del...

di Pino Di Blasio

Oggi sarà una prova di forza per i sindacati, uno stress test per verificare la risposta dei 21.400 dipendenti del Monte dei Paschi allo sciopero generale proclamato dai coordinamenti del gruppo. Se tante filiali resteranno deserte, se saranno molti a scioperare, la richiesta di un incontro al ministero dell’Economia e di un coinvolgimento dei sindacati nella trattativa tra Governo e UniCredit, avrà molto più peso. Anche perché ha registrato già l’endorsement di tutti i candidati al collegio senese alla Camera, segretario del Pd Enrico Letta in primis.

Dopo la lettera aperta, firmata da tutte le sigle dei coordinamenti, ogni sindacato ha poi preferito dire la sua sulla vertenza. E le divisioni sono emerse in maniera lampante. La Cisl e la First Cisl comprano una pagina pubblicitaria su La Nazione per chiedere la convocazione dei sindacati al Mef e partecipare alla trattativa, per la Fisac "è inaccettabile che il ministro non abbia risposto ai sindacati".

La Fabi, il sindacato guidato da Lando Sileoni, affida la sua posizione a una nota che si conclude: "Se si arriverà a un eventuale accordo fra Governo e Unicredit, dovremo considerare positivamente che un gruppo italiano, anche se con l’aiuto economico dello Stato, si faccia carico di una situazione complicata come quella di Mps che permetterà di gestire gli eventuali esuberi senza licenziamenti e di garantire gli stipendi a oltre 21.000 lavoratori e alle loro famiglie". Un endorsement evidente verso l’ad Orcel.

L’ipotesi di una strada alternativa fa breccia anche in posti inaspettati. "Auspichiamo che nell’eventuale percorso di fusione ci sia spazio per una riflessione su un eventuale terzo polo" ha detto ieri il presidente nazionale di Confindustria, Carlo Bonomi interpellato sull’eventuale aggregazione di Mps con UniCredit. "Le imprese - ha spiegato Bonomi - non possono essere bloccate da una polarizzazione in due gruppi e c’è spazio per un grande terzo polo".

Tornando allo sciopero, mentre i coordinamenti sindacali del Monte organizzeranno presìdi nelle piazze di Milano (dove ha sede UniCredit), Roma (dove c’è il Ministero dell’Economia) e Bari (con il Mediocredito Centrale interessato agli sportelli Mps del sud), in piazza Salimbeni ci pensano Cgil, Cisl e Uil a organizzare un presidio. Anche per dare una spinta al consiglio comunale che si riunirà il 28 settembre per cercare una posizione unitaria.

Infine UniCredit. Che ha anticipato il consiglio d’amministrazione che dovrà approvare il bilancio del terzo trimestre, convocato per il 27 ottobre, anzichè il 10 novembre. Di conseguenza la presentazione dei conti del terzo trimestre e dei primi 9 mesi 2021 ci sarà il 28 ottobre. E sarà anche l’occasione per fare il punto sulla due diligence per Mps.