Montepulciano (Siena), 13 aprile 2018 - La voce pacata. Lo sguardo sereno. Come se avesse negli occhi le dolci curve della sua terra, Montisi. Paese di poche anime dove il tempo sembra essersi fermato. Qui è nata la nonna e affonda le radici la famiglia di Davide Campeggiani. Solo 22 anni e nel cuore il desiderio di servire il Signore, prendendo i voti. «Voglio diventare sacerdote», conferma il seminarista. Domani in Cattedrale a Montepulciano, alle 18, la sua ammissione tra i candidati agli ordini sacri, nella 55° giornata mondiale di preghiera per le vocazioni.

Un giovane che vuole diventare sacerdote, non avviene tutti i giorni.

«Sono nato e vissuto a Roma, però la mia famiglia viene da Montisi. Ho frequentato il paese d’estate e sento per questa terra un forte attaccamento. Così ho deciso di entrare in seminario per diventare prete della Diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza».

E magari riuscire a guidare una parrocchia proprio nella terra d’elezione?

«Ovunque mi manderanno darò il massimo. Meglio partire mentalmente senza un punto di riferimento».

Che bambino era Davide?

«Normalissimo, che giocava con il Nintendo e andava a scuola. Appassionato di arte e architettura, semmai. Una bella famiglia, un fratello più piccolo. Ho fatto il liceo classico e, l’ultimo biennio, contemporaneamente il seminario a Roma. Adesso frequento il terzo anno a Firenze perché a Siena il seminario è chiuso da tempo».

In famiglia qualcuno che ha già preso i voti?

«Molto alla lontana... Mia madre e lo zio erano catechisti, sono cresciuto in parrocchia e ho sempre respirato la religione. La decisione di diventare prete? Da piccolissimo, avrò avuto 5 anni. Sono diventato chierichetto e da allora non ho mai smesso».

Perché questa scelta?

«Per trasmettere la bellezza della vita cristiana. Nel mondo più che ostilità nei confronti dell’altro registro tanta indifferenza».

Contenti in famiglia del suo percorso?

«Sì, molto. Mi hanno sempre detto di fare ciò che ritenevo meglio per me, senza condizionamenti».

Quanto è ancora lunga la strada per raggiungere l’obiettivo?

«Altri due anni e mezzo in seminario, minimo sei mesi da diacono e quindi sacerdote».

Già frequenta la diocesi?

«Sono stato a San Giovanni d’Asso, a Montisi, qualche volta a Montepulciano, a Chiusi».