Contrade dal Comune verso il Duomo
Contrade dal Comune verso il Duomo

Siena, 2 dicembre 2021 - "L’ingresso dei nostri alfieri e tamburini in Duomo ci ha dato un brivido profondo, così come lo è il senso di appartenenza di ciascuno di voi alle Contrade". Ha ragione il rettore del Magistrato Claudio Rossi a parlare soprattutto di sentimenti. Di quel rullo dei tamburi che, gli piace pensare, "sia stato gradito nella sua dimora alla nostra amata protettrice, la Vergine Maria". Ma Rossi lancia anche messaggi di unità, vera forza delle 17 Consorelle, nel giorno che segna l’inizio del nuovo anno contradaiolo. Lo ascoltano in religioso silenzio tanti che, regole anti-covid permettendo, si sono stretti ieri in Cattedrale al vero ’cuore’ di Siena. "Finalmente una boccata di ossigeno, possiamo fare qualcosa di nostro", sussurrano a bassa voce mentre il cardinale Augusto Paolo Lojudice si porta all’altare con i correttori per la messa.

"La speranza è quella di poter tornare a vivere come prima della pandemia per questo ci affidiamo alla Vergine affinché ci indichi il cammino che ancora dobbiamo fare per raggiungere la normalità. Che sarà comunque in salita. Dovremo liberarci dei condizionamenti fisici e psicologici che in questi due anni ci hanno gravato, senza dimenticarci di fare tesoro dell’esperienza vissuta. La sensazione – affonda Rossi - è che si vive un momento di particolare insofferenza verso tutto e tutti. Le difficoltà e le limitazioni ci stanno rendendo più litigiosi e intransigenti, meno propensi alla solidarietà e alla vicinanza prevalsi nella prima fase della pandemia. E allora riflettiamo sul fatto che la vittoria finale, rappresentata dal ritorno alla normalità, non può che avvenire unendo le forze e combattendo insieme". Guai dividersi, insomma. Piuttosto puntare con forza verso l’obiettivo unico, tornare a svolgere pienamente le feste titolari e i Palii. "La gioia di vivere nuovamente la Festa – ammonisce sin da ora Rossi indicando a tutti i priori dove puntare la barra in vista del 2022 – dovrà prevalere sull’eventuale rammarico per possibili, limitate rinunce senza fomentare isteriche polemiche".

"Se è vero che il Palio è una raffigurazione simbolica della guerra potremo anche dire che ci si può far guerra ma per esorcizzarla. Per poi scoprirsi vicini, uniti. Tutti sulla stessa barca", sottolinea nell’omelia di Sant’Ansano il cardinale Lojudice. Che pone l’accento anche sul tema attualissimo delle "tensioni dietro ai piani vaccinali e quel ’mai più’ che era fondamento delle coscienze dopo il conflitto mondiale e la Shoah rischia di suonare meno convinto", aggiunge soffermandosi sugli "odiatori seriali" con cui è necessario comunque discutere e dialogare. E poi i giovani che tanto stanno a cuore al cardinale e per cui gli adulti devono essere riferimento saldo. Chiede di "tornare all’essenziale per capire come diventare risorse verso chi è più piccolo". Una carezza, poi, al Palio: conosciuto in tutto il mondo ma varrebbe la pena di divulgare il vissuto delle vostre 17 comunità, modello di vita sociale che potrebbe servire anche in altre città".