Dopo aver acquisito Unieco Holding Ambiente e, tramite Sta, le quote di maggioranza relativa di Sei Toscana e Sienambiente, il gruppo Iren ha cominciato a prendere possesso del business dei rifiuti nella Toscana del sud. Il passo più eclatante è stato quello compiuto dal consiglio di amministrazione di Sei Toscana, compresi il presidente Leonardo Masi e l’amministratore delegato Marco Mairaghi: tutti hanno rassegnato le dimissioni. Una volta che la società ha concluso, il 31 luglio, la fase di monitoraggio esterno, ed è tornata al regime giuridico ordinario, il cda ha considerato sostanzialmente esaurito il...

Dopo aver acquisito Unieco Holding Ambiente e, tramite Sta, le quote di maggioranza relativa di Sei Toscana e Sienambiente, il gruppo Iren ha cominciato a prendere possesso del business dei rifiuti nella Toscana del sud. Il passo più eclatante è stato quello compiuto dal consiglio di amministrazione di Sei Toscana, compresi il presidente Leonardo Masi e l’amministratore delegato Marco Mairaghi: tutti hanno rassegnato le dimissioni. Una volta che la società ha concluso, il 31 luglio, la fase di monitoraggio esterno, ed è tornata al regime giuridico ordinario, il cda ha considerato sostanzialmente esaurito il suo compito.

"In questi oltre due anni di attività - afferma la nota di Sei Toscana - sono state rimosse rilevanti anomalie che caratterizzavano il rapporto concessorio, tali da poterne pregiudicarne addirittura la tenuta. Non ultimo quello della indeterminatezza della durata, oggi definitivamente stabilizzata in venti anni. I soci possono pertanto ora contare su un contesto tecnico-giuridico sostanzialmente sanato, quale presupposto indispensabile per poter elaborare i progetti di consolidamento e gli investimenti futuri, senz’altro attesi dal sistema territoriale e istituzionale della Toscana del sud".

L’ingresso di Iren non poteva far restare le cose immutate. "Si è pertanto determinato un insieme di condizioni che hanno indotto il cda, quale atto dovuto, a rimettere il mandato, così da consentire ai soci l’assunzione, nella piena libertà di azione, di tutte le determinazioni ritenute opportune nell’interesse esclusivo della società e in particolare quella di individuare la composizione dell’organo amministrativo idonea a programmare efficacemente il lavoro". Sarà l’assemblea dei soci, convocata presumibilmente a metà dicembre, a nominare il nuovo consiglio d’amministrazione. Ma da Reggio Emilia, dal quartier generale di Iren, qualche indiscrezione comincia a trapelare.

I nomi più probabili per guidare Sei Toscana con la nuova gestione sono quelli di Salvatore Cappello, già direttore generale dell’Amsa a Milano e in passato amministratore delegato di Ama a Roma, che sarà il nuovo ad di Sei Toscana al posto di Marco Mairaghi. Gianluca Paglia, amministratore a Reggio Emilia di Acam Ambiente, sarà il nuovo direttore generale. E alla presidenza di Sei dovrebbe salire l’attuale presidente di Sienambiente Alessandro Fabbrini. Che dovrebbe occupare entrambe le cariche, ma con Alfredo Rosini, ex direttore generale di Sei, che diventerebbe ad di Sienambiente. Filippo Severi, presidente di CsaImpianti, la società che gestisce la discarica di Terranova Bracciolini, resterebbe vicepresidente di Sei. Così come conserverebbe i due posti nel cda il socio Estra, che avebbe anche il presidente del collegio sindacale.

Tutto questo valzer è legato al patto tra Iren, Sienambiente, Csai e Estra che dovrebbe reggere la governance di SeiToscana. Fabbrini alla presidenza è stato spinto soprattutto dalla componente pubblica. E sarebbe la prova che Iren punta soprattutto sugli impianti, a cominciare dalla riaccensione del cogeneratore di Scarlino.

P.D.B.