Scalette del Duomo ’bivacco’ per i turisti

L’allarme di don Lanini a San Gimignano: vi consumano pizza e birra. E’ necessario preservare la zona.

Scalette del Duomo ’bivacco’ per i turisti

Scalette del Duomo ’bivacco’ per i turisti

Non ha tutti i torti il parroco del Duomo don Gianni Lanini a lamentarsi di certi atteggiamenti di turisti poco educati seduti, sbracati e spaparazzati sulla scalinata della chiesa che rappresenta il ’salotto buono’ della città, ma che spesso viene trasformata in luogo di bivacco per il consumo di pizza o altro. E come se non bastasse, su quei secolari gradini di pietra serena i turisti maleducati ci lasciano perfino i vuoti a perdere. Storia che le scale raccontano. Sono infatti patrimonio di tutti. Anche di quei visitatori poco rispettosi dei tesori d’arte e dei monumeti. Lo sconsolato don Gianni ogni sera, quando la scalinata è vuota, guarda e riguarda con la mano sul cuore quel monumento di vita, storia e cultura restaurato e rimesso a nuovo da qualche anno. E fra sè il parroco si domanda come si può difendere questo spicchio di storia della città e della chiesa, proteggendo le popolari "scalette", che fin dai tempi degli spettacoli in piazza (dalla stagione lirica che non c’è più ad altri eventi di musica, prosa) sono il "loggione" per gli intenditori delle torri. Il sacerdote, ogni volta che si trova di fronte a certe immagini, alza gli occhi al cielo, per chiedere a braccia aperte una specie di miracolo, una specie di preghiera per la buona educazione. Ma anche rispetto: certi turisti d’assalto non si spostano neppure di un centimetro perfino al passaggio di un funerale o all’uscita delle funzioni religiose o nelle feste nuziali. Impassibili. Inamovibili, con la pizza fra le ginocchia e la bottiglia di birra in mano, sui centenari gradini di pietra serena sulle scalette del Duomo. Questa è l’altra faccia di quel turismo da quasi diecimila presenze, che la città però non merita.

Romano Francardelli