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26 mag 2022

"Rifiuti, dalle inchieste ai nuovi impianti"

Diprima, direttore generale dell’Ato, racconta cinque anni al timone. "Quando arrivai i Comuni erano in guerra e Sei era commissariata"

26 mag 2022
Il direttore generale dell’Ato rifiuti, Paolo Diprima, con il presidente Alessandro Ghinelli. Il dg è al termine del suo incarico
Il direttore generale dell’Ato rifiuti, Paolo Diprima, con il presidente Alessandro Ghinelli. Il dg è al termine del suo incarico
Il direttore generale dell’Ato rifiuti, Paolo Diprima, con il presidente Alessandro Ghinelli. Il dg è al termine del suo incarico
Il direttore generale dell’Ato rifiuti, Paolo Diprima, con il presidente Alessandro Ghinelli. Il dg è al termine del suo incarico
Il direttore generale dell’Ato rifiuti, Paolo Diprima, con il presidente Alessandro Ghinelli. Il dg è al termine del suo incarico
Il direttore generale dell’Ato rifiuti, Paolo Diprima, con il presidente Alessandro Ghinelli. Il dg è al termine del suo incarico

Paolo Diprima, veneziano, da cinque anni a Siena, è il manager che ha messo a regime il complesso settore pubblico dei rifiuti della Toscana Sud, avviando l’Ato, ente regolatore dei servizi ambientali che riunisce 103 comuni delle province di Siena, Arezzo e Grosseto, serviti dal gestore unico Sei Toscana. Ato è l’appaltante (per conto dei Comuni) del servizio rifiuti, aggiudicato con gara regionale nel 2014 a Sei Toscana. Diprima è arrivato come direttore generale il 2 ottobre 2017 e a fine giugno andrà in pensione: Ato allora era al centro dello scandalo, travolto da un’inchiesta giudiziaria scaturita dalla gara di servizio e decapitato del dg Andrea Corti, finito agli arresti, insieme ai vertici di Sei Toscana, società commissariata. Gli inizi sono stati in assemblee dei sindaci infuocate, chiamato a mediare fra i Comuni e il gestore Sei Toscana. Cosa ha trovato nel 2017 all’arrivo in Ato? "Una situazione difficile - replica Diprima -: il precedente dg era stato messo fuori in seguito all’inchiesta e Ato era senza direttore, fermo per quasi un anno. Sei Toscana era commissariata da Anac ed era palpabile l’insoddisfazione dei Comuni per il servizio e le tariffe. Poi la questione impianti, che da gara avrebbe dovuto fare Sei Toscana, attraverso il socio Unieco Ambiente, vicino al crac. E il territorio aveva bisogno di impianti di lavorazione dei rifiuti, visto che le discariche sarebbero esaurite". Come lascia ora Ato? "Abbiamo risolto molti dei contenziosi e instaurato rapporti stabili con Sei Toscana. Fondamentale è stato arrivare al Piano di riorganizzazione dei servizi in tutte le 18 aree territoriali dell’ambito, approvato nel gennaio scorso dall’assemblea. Contestualmente è stato approvato il Piano Industriale di Sei Toscana. La compatibilità dei due Piani genera e copre i costi del servizio: questo lavoro è stato facilitato dall’arrivo del socio Iren in Sei Toscana. Il ...

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