Protesta dei trattori, la svolta: "Domani andremo tutti a Roma"

Anche ieri agricoltori in corteo a Sinalunga. Alcuni sono arrivati addirittura alla Pieve, vicino ai parcheggi

Sono tutti lì, all’uscita dalla rotatoria. Girando verso l’immenso piazzale di terra, lo sguardo incrocia il cartello Farniole (frazione di Foiano della Chiana), ci troviamo al confine tra la provincia di Siena e quella di Arezzo. Una zona centrale e dove il proliferare di attività commerciali spuntate negli ultimi anni non ha fatto esaurire la vocazione agricola che tra gli abitanti rimane forte. Ed è sinonimo di storia. Questo è il presidio scelto dagli agricoltori in protesta, da giorni, per ottenere un futuro migliore. Una voce che, dicono, non smetterà di silenziarsi fino a quando non sarà ascoltata. Tanti accenti si mescolano nell’atmosfera frizzante che si respira, il sole tiepido regala un anticipo di primavera, l’ideale per chi sta finendo il pranzo. Davanti ad una distesa di trattori che sembra infinita, il colpo d’occhio fa impressione veramente, si mangia carne arrostita, si beve un bicchiere di vino rosso dal bag in box, un sorso di birra, un pezzo di dolce con una bottiglietta di minerale. Non ci sono bandiere politiche ma solo dell’Italia, non si urla contro qualcuno, si parla tra amici e colleghi. Molti i giovani presenti e che hanno scelto l’agricoltura per il loro futuro. C’è un tavolino con dei volantini del "Coordinamento nazionale riscatto agricolo" in cui, in evidenza, si legge che "la nostra è una protesta apolitica, nel pieno rispetto della legalità". La voce uscita da un megafono chiama tutti a raccolta. I trattori, simbolo plastico della protesta, pochi istanti dopo tornano ad accendersi con i clacson e quelle frasi attaccate sul "muso" del mezzo che sono entrate nelle case degli italiani. Eccoli, tantissimi, a mettersi in fila, pronti a girare a sinistra in direzione del casello autostradale o verso destra. I telefonini sono tutti accesi per riprendere il momento. Non manca la sicurezza, le forze dell’ordine sono ovunque, la protesta è civile. "Domani (oggi, ndr) saremo qui ma non ci muoveremo in corteo, lunedì vogliamo andare a Roma", ci dice un giovane agricoltore della Valdichiana. Sul tavolino c’è un foglio con scritto il nome della Capitale e dove è possibile segnarsi. Ma tutto appare "work in progress", è da vedere cosa succederà nelle prossime ore, la convinzione degli agricoltori è di continuare fino a quando non saranno ascoltati. Vogliono parlare con il ministro. Si riparte con l’auto, dopo l’uscita dei trattori, ma andando verso il casello di Bettolle ci viene indicato di rigirare. Sullo sfondo la rotatoria che porta all’ingresso in autostrada che si blocca con un concerto di clacson e motori, fumi colorati che si alzano verso il cielo. Sono i giorni dei saldi, a pochi metri c’è il Valdichiana Village, probabilmente c’è chi avrà rimandato i piani di shopping. Per arrivare a Sinalunga bisogna passare per Poggi Gialli e ci vuole un bel po’ per raggiungere l’imbocco della superstrada per andare a Siena. All’altezza del sottopassaggio ecco di nuovo la sfilata dei trattori arrivati anche alla Pieve a pochi metri dai parcheggi dei supermercati pieni di gente.

Luca Stefanucci