DILAURA VALDESI
Cronaca

Pratica ’lumaca’: 18 anni "Nel 2006 chiesi il riscatto L’Inps mi ha contattato ora"

Dipendente scolastica in pensione ha ricevuto la comunicazione ad agosto "Potevo pagare in rate da 750 euro, in realtà avevo rinunciato nel 2010" .

Pratica ’lumaca’:  18 anni  "Nel 2006 chiesi il riscatto  L’Inps mi ha contattato  ora"
Pratica ’lumaca’: 18 anni "Nel 2006 chiesi il riscatto L’Inps mi ha contattato ora"

di Laura Valdesi

Una pratica lunga 18 anni. Se non ci fossero i documenti inviati a La Nazione dalla dipendente di un liceo in pensione ormai dal 2012 verrebbe da pensare a una favola. Alla trama di un romanzo. Invece è tutto nero su bianco. Una richiesta di riscatto relativa ad otto mesi di lavoro part time inoltrata nell’agosto 2006 che si perde nei meandri di quel mare magnum che troppo spesso è la pubblica amministrazione. Per poi resuscitare all’improvviso nell’agosto scorso, 18 anni dopo appunto dalla prima richiesta avanzata dalla donna, per mano dell’Inps di Siena. Che la invita "alla regolarizzazione della pratica poiché assente in merito una mia rinuncia", racconta la dipendente pubblica che come detto è in pensione da 11 anni. E ora vive a Ravenna. Possibile pagare in comode rate da 750 euro, per dodici mesi, oppure rinunciare al riscatto stesso "il cui beneficio – spiega la donna – parrebbe esaltarsi solo intorno al 2031, alla futura mia tenera età di 81 anni. Taccio sull’efficacia dell’azione amministrativa, taccio sul fatto che era onere dell’Inpdap, ora Inps, che corrispondeva gli emolumenti, la cura puntuale dell’anagrafica come spiegherò più avanti. Ma non taccio sul fatto vero e documentato: su mia richiesta la scuola superiore di Siena dove prestavo servizio nel febbraio 2010, data della ’famosa’ notifica (della proposta di riscatto, ndr), alcuni giorni fa, tramite comunicazione scritta avuta con il liceo classico di Ravenna, ultima scuola di servizio prima del mio pensionamento, attesta la presenza nel mio fascicolo personale della prova ineludibile della comunicazione di rinuncia da me regolarmente inviata a marzo 2010. Che dire oltre?".

Ecco la "sconfortata" ricostruzione dettagliata di quanto accaduto: una pratica che nasce nel 2006, gode di buona salute (amministrativamente parlando) fino al 2010, quando viene ufficialmente varata "e si corrobora di oltremodo longeva salubrità burocratica – osserva l’ex dipendente scolastica – fino all’agosto 2023. Diciotto anni per una pratica amministrativa assumono una valenza quantomeno disorientante". La donna nel 2006 è di ruolo presso un’amministrazione scolastica senese. Fa all’Inpdap richiesta di riscatto di 8 mesi part time. "La pratica procede ad una velocità inerziale: a febbraio 2010 pare che l’Istituto di Siena dia alla sottoscritta una risposta. Di qui a cascata una serie di problemi", declina i fatti. Sembra che invii alla donna la comunicazione con la proposta di riscatto ad un suo vecchio indirizzo bolognese già variato nel 2003. "Scarsa attenzione da parte dell’ente? I dipendenti di amministrazioni scolastiche erano dal 2010 legati all’Inpdap che, quantomeno, deve rispondere dell’aggiornamento dell’anagrafica. Solo nel 2012 gli allora amministrati sono confluiti all’Inps di Siena che, proprio ad agosto 2023, tramite una zelante funzionaria, a 18 anni dalla mia richiesta, mi invita a regolarizzare la pratica poiché assente in merito una mia esplicita rinuncia. Parla come detto di comode rate da 750 che per me, in pensione dal 2012, sono a dir poco esose. Il resto lo conoscete".