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21 giu 2022

Piano industriale Mps, l’obiettivo di 4mila esodi incentivati nel 2022

L’intenzione dell’ad Lovaglio sarebbe di concentrare in un anno i costi del personale. Generali scende sotto il 3%

21 giu 2022

Il conto alla rovescia è agli sgoccioli, da qualche giorno l’amministratore delegato di Banca Mps, Luigi Lovaglio, è aiutato nell’elaborazione del piano industriale 2022-2026 da Andrea Maffezzoni, il nuovo capo dell’area finanziaria, che ha preso il posto di Giuseppe Sica, scelto da Guido Bastianini.

Non trapela nulla delle intenzioni e delle strategie che Lovaglio sta disegnando. A parte l’assist del ceo di Axa, Thomas Buberl, presumibilmente consigliato da Marco Morelli, già ad a Rocca Salimbeni e oggi numero due del colosso assicurativo francese, nella disponibilità a rilevare una quota del prossimo aumento di capitale. Cosa che ha spinto Generali a scendere sotto il 3% del capitale, dal 4,319% detenuto fino a metà giugno.

Assieme ad Axa, potrebbero esserci anche Anima, la società del risparmio gestito che ha buoni rapporti con il Monte, e Mediocredito Centrale, da tempo interessato agli sportelli del sud, a far parte della cordata di investitori privati pronti a sottoscrivere la parte dei 2,5 miliardi di nuovo capitale, non spettante allo Stato. Visto che il 64% dovrebbe essere 1 miliardo e 600 milioni, restano 900 milioni da garantire, con i conti fatti all’ingrosso e a carte coperte.

Altra indiscrezione che trapela, riguarda il piano per i 4mila esuberi previsti al Monte. La carta segreta dell’ad Lovaglio potrebbe essere quella di concentrare tutte le uscite volontarie nel 2022, sfruttando una fetta dei 2,5 miliardi di dote aggiuntiva di capitale, che arriverebbero a fine estate. Il costo del personale graverebbe così, sostanzialmente, sul bilancio 2022. E nel 2023 Banca Mps si presenterebbe al mercato con 16mila dipendenti, un capitale più congruo, la zavorra delle richieste di risarcimenti notevolmente alleggerita, visto l’esito dei processi d’appello, e una serie di indicatori più positivi. Nonostante non sia certo la migliore stagione.

In attesa della presentazione del piano giovedì, c’è da ricordare il documento della conferenza dei capigruppo del consiglio comunale. Con l’invito al sindaco, ai presidenti di Provincia e Regione, "di farsi interlocutore presso il Mef, affinché siano tenuti fermi gli impegni già fissati". Ovvero la salvaguardia dei dipendenti Mps, "con misure comunque sostenibili, la continuità del marchio Monte dei Paschi, la permanenza della Direzione a Siena". Per i capigruppo il piano deve essere di "forte rilancio non di drastico dimagrimento".

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