Sarà la partita più complicata da giocare per il neo presidente della Toscana, Eugenio Giani. Ed è strettamente legata alla formazione della giunta regionale e alla scelta del capogabinetto del presidente, del piccolo Richelieu di Palazzo Sacrati Strozzi, chiamato a risolvere i problemi, a riempire le caselle e a stilare le pagelle dei buoni e dei cattivi per il Governatore. La partita cruciale è quella sulla sanità e sui manager delle aziende. E anche in questo risiko di poltrone la casella Siena è tra quelle che partecipa al grande gioco. Giani ha già...

Sarà la partita più complicata da giocare per il neo presidente della Toscana, Eugenio Giani. Ed è strettamente legata alla formazione della giunta regionale e alla scelta del capogabinetto del presidente, del piccolo Richelieu di Palazzo Sacrati Strozzi, chiamato a risolvere i problemi, a riempire le caselle e a stilare le pagelle dei buoni e dei cattivi per il Governatore. La partita cruciale è quella sulla sanità e sui manager delle aziende. E anche in questo risiko di poltrone la casella Siena è tra quelle che partecipa al grande gioco.

Giani ha già cominciato a definire il suo staff. Ma per la poltrona di capo gabinetto sta seriamente pensando di confermare il governatore ombra di Enrico Rossi, Ledo Gori. Non solo per un anno, come sembrava scontato, ma di nominarlo per la legislatura. Una volta coperta quella carica, va cercato il nuovo assessore alla sanità. Leonardo Marras, già capogruppo Pd e recordman delle preferenze nei vari collegi, avrebbe declinato la chiamata all’assessorato più ricco, che gestisce 7 miliardi di euro sui 10 del bilancio regionale. La sanità non sarebbe tra le ambizioni di Marras, lui si vedrebbe meglio a gestire la partita dei fondi europei. Che tra Recovery Fund, Sure e molto probabilmente Mes, avrà un bel po’ di miliardi sul tavolo.

Il presidente sta cercando un altro assessore, forse tecnico. Ma deve anche chiudere la pratica del direttore generale della sanità toscana: anche Carlo Tomassini punta alla riconferma.

Da qui parte il gioco di Siena: la prima direzione generale vacante sarà quella di Valter Giovannini, guida del Policlinico delle Scotte. E’ stato prorogato per altri due mesi. "Ma a novembre andrò in pensione - ribadisce Giovannini - e questi due mesi saranno un problema. Un’azienda ospedaliera si dirige con autorevolezza e autorità, difficile esercitarla quando tutti sanno che il mandato è a scadenza".

Giovannini ha ragione, le prossime settimane saranno incentrate sul valzer dei manager della sanità toscana. Con tutte le correnti che si daranno battaglia: chi vorrebbe un Policlinico da riaffidare ai senesi, dimenticando performance tutt’altro che brillanti; chi punta a rivincite personali, chi vorrebbe un direttore all’insegna della continuità, capace di portare avanti l’ottimo lavoro di Giovannini.

Il candidato interno con più chance sarebbe Roberto Gusinu, attuale direttore sanitario, che ha contribuito notevolmente ai successi del Policlinico senese. Uno degli aspiranti alla direzione è Antonio Davide Barretta, direttore generale in Regione, docente di Economia a Siena. Il suo nome potrebbe rientrare in un giro di valzer con altre aziende: Barretta potrebbe guidare l’Estar Toscana, viste le sue competenze. E l’attuale direttrice Monica Piovi potrebbe essere dirottata a Siena, a guidare le Scotte. Ma siamo solo ai primi passi di danza.

Pino Di Blasio