Siena, 3 settembre 2018 - Una città combattuta fra la necessaria razionalità e la voglia di fare un Palio, per così dire, ‘strano’. In un periodo inusuale, pieno autunno, magari con cavalli diversi dai soliti bomboloni visti ad agosto. Una Siena che al contempo s’interroga sulle spese ingenti – si parla di 500mila euro – da sostenere per una Carriera e su una motivazione, quella dei 100 anni della prima guerra mondiale, che non accende troppo l’entusiasmo. Non perché non s’intende portare rispetto a chi ha perso la vita al fronte ma, forse, per il fatto che è mancata la preparazione del ‘terreno’ su cui magari far germogliare l’entusiasmo.

Tant’è. La macchina per decidere se questo Straordinario s’ha da fare è in moto. Domani i priori si riuniranno in via d’urgenza, com’è noto, al Magistrato, alle 18,30. Un solo punto all’ordine del giorno: ‘Proposta di Palio straordinario. Varie ed eventuali’. Usciranno prima di cena con la fissazione della data delle assemblee dei 17 popoli.

Sì, perché ad oggi sembra prevalente l’ipotesi che non essendoci ancora stato il verdetto sui fatti di Provenzano da parte della giunta, Nicchio e Tartuca che rischiano la squalifica, hanno diritto di essere ‘consultate’ sullo Straordinario per fornire il loro parere come le altre 15 Consorelle.

Quanto alle assemblee ci sono regole diverse per la convocazione per cui andrà trovata una data unica, magari nella settimana dal 10 al 16, se s’intendono fare in contemporanea. Difficilmente una scelta così controversa sarà assunta direttamente dal seggio. Su di essa peseranno ragioni di opportunità, strategie paliesche, oltre alla tradizione.

Intanto il professor Paolo Neri, profondo conoscitore del Palio, lancia l'idea di celebrare semmai a giugno 2019  i 100 anni della pace sancita dopo la prima guerra mondiale a Versailles.