Gli alfieri del Valdimontone
Gli alfieri del Valdimontone

Siena, 26 gennaio 2019 - Nessuna sanzione comminata per «sentito dire», come rivendicava il Valdimontone che aveva anche acquistato una pagina del nostro giornale per ‘gridare’ la sua verità. Pubblicate ieri le attese motivazioni con cui la giunta comunale il 28 dicembre scorso ha confermato la deplorazione alla Contrada dei Servi relativa allo Straordinario che fa scattare un Palio di squalifica. «Nella loro relazione i Deputati della Festa non si sono limitati al ‘mero sentito dire’ ma hanno non solo specificato le ‘espressioni ingiuriose’ nei confronti del sindaco, hanno fatto proprie le indicazioni fornite dai dipendenti comunali e individuato nei ‘monturati’ gli autori», si legge tra l’altro nella delibera. Di più. «I fatti non sono fumosi, come sostenuto dal Valdimontone, al contrario ben circoscritti». E le «frasi ingiurisiose sono state pronunciate dai monturati e non, come vorrebbe insinuare la stessa Contrada, da chiunque pur trovandosi di fronte ad una ‘fase confusionaria e concitata, in cui tutti urlano’».

La memoria dei Servi viene divisa in otto punti e a ciascuno si controbatte. A partire dal fatto che l’assessore delegato sia ricorso alla visione del filmato del Consorzio tutela del Palio per individuare il richiamo ad alcuni monturati. «Da esso sono emerse le certezze – declina la delibera - che quelli in questione fossero i due alfieri del Valdimontone». Altro punto che era stato contestato duramente? Il fatto che si faccia genericamente riferimento nella Relazione a ‘dipendenti comunali’. Primo: questi ultimi «sono stati sentiti e verificati dai Deputati della Festa e non costituiscono oggetti misteriosi, né sono frutto di teorie complottistiche, così come vorrebbe far emergere il Valdimontone. Il fatto che non sia stato esplicitato il loro nome non significa che siano macchinazioni atte ‘al solo scopo di fondare decisioni sanzionatorie’», scrive la giunta. Insomma, i dipendenti comunali esistono. Non sono fantascienza.

Di più. La sanzione non si è basata sul ‘sentito dire’ ma sulla valutazione di un atteggiamento suffragato da elementi «diretti e verificati». Oltretutto, rivendica ancora la giunta, l’episodio che aveva portato per il palio di luglio a dare una censura alla Chiocciola (il capitano si era rivolto con tono irriguardoso al sindaco) è diverso da quello del Valdimontone. In merito infine alla rivendicazione che le sanzioni dovevano essere fatte entro il 30 novembre, la giunta ribatte che la giustizia paliesca nel caso dello Straordinario «segue cadenze diverse rispetto alle Carriere ordinarie e spetta solo a questo organo amministrativo precisarne i tempi».