Il neurochirurgo Francesco Cacciola
Il neurochirurgo Francesco Cacciola

Siena, 26 maggio 2017 - Una riduzione quasi completa del tremore essenziale, un grave disordine neurologico, grazie a un impianto di neurostimolazione cerebrale profonda su una paziente di 78 anni. E’ il risultato dell’intervento di alta specializzazione realizzato all’interno del Dipartimento di Scienze Neurologiche e Neurosensoriali dell’AOU di Siena, diretto dal professor Alessandro Rossi, grazie a un team multidisciplinare delle unità operative di Neurologia e Neurofisiologia Clinica, Neuroimmagini e Neurointerventistica, NeuroAnestesia e Terapia Intensiva, con tecnica “asleep-aweak-asleep" anestesia, ed eseguito dal neurochirurgo Francesco Cacciola, “guidato” con neuromonitoring intra-operatorio dal neurologo Simone Rossi.

“Abbiamo impiantato due elettrodi nel talamo destro e in quello sinistro della paziente – spiega il neurochirurgo dottor Cacciola – che soffriva da anni di un tremore estremamente invalidante alle mani, alle braccia, al tronco, alla testa e alla voce. Questo tremore limitava notevolmente la sua autosufficienza ed era peggiorato negli ultimi quattro anni, al punto da dover essere sempre assistita nelle sue attività quotidiane, compresa l’alimentazione”.

L’intervento è stato effettuato con la paziente collaborante, cioè sveglia e minimamente sedata, in modo da favorire l’interazione tra paziente ed équipe, per valutare l’efficacia dell’impianto. “Abbiamo introdotto degli elettrodi a circa 7 centimetri di profondità nel cervello – aggiunge il neurologo professor Simone Rossi – eseguendo delle prove di stimolazione con il coinvolgimento diretto della paziente. Una volta definita la posizione adeguata, abbiamo inserito gli elettrodi collegandoli a una batteria impiantata sotto la clavicola”.

La signora ha risposto positivamente all’intervento, con una riduzione quasi completa dei tremori, in particolare alle braccia e alle mani, e con un miglioramento notevole alla voce. “Finalmente la signora è nuovamente in grado di alimentarsi in autonomia ed eseguire le normali attività quotidiane – conclude il dottor Cacciola – Si tratta di una soluzione terapeutica che può essere utile a molte tipologie di pazienti che possono così tornare a riappropriarsi della propria vita. E’ quindi importante essere informati su queste tipologie di intervento e puntare alla massima condivisione tra professionisti sanitari”.