Primo accordo sindacale nell’Asl Sud Est per riconoscere un aumento agli operatori sanitari per le attività durante la pandemia. Un accordo che coinvolge circa 3.000 lavoratori tra personale infermieristico, operatori socio-sanitari e operatori sanitari con un impegno economico da parte dell’Asl di 2 milioni di euro. "Quello che abbiamo sottoscritto con i sindacati – annuncia il direttore generale Antonio D’Urso – è un’ipotesi di accordo che riconosce a tutte le professionalità della nostra azienda l’impegno eccezionale profuso dall’inizio...

Primo accordo sindacale nell’Asl Sud Est per riconoscere un aumento agli operatori sanitari per le attività durante la pandemia. Un accordo che coinvolge circa 3.000 lavoratori tra personale infermieristico, operatori socio-sanitari e operatori sanitari con un impegno economico da parte dell’Asl di 2 milioni di euro. "Quello che abbiamo sottoscritto con i sindacati – annuncia il direttore generale Antonio D’Urso – è un’ipotesi di accordo che riconosce a tutte le professionalità della nostra azienda l’impegno eccezionale profuso dall’inizio della pandemia ad oggi. E’ la prima volta che questo accade dalla nascita della Asl sud est. L’ultimo accordo risale al 2016 e molte sono state le trasformazioni intervenute in questi anni. Inoltre puntiamo a valorizzare la crescita professionale di tutti gli operatori, non limitando lo sviluppo di carriera ai tradizionali fattori quali ad esempio l’anzianità di servizio".

I due milioni di euro necessari per l’accordo, che interessa la progressione economica per circa 3.000 dipendenti quale prima tranche di progressioni, sono stati reperiti dai Fondi contrattuali del comparto. L’accordo è stato sottoscritto dall’azienda, dalla Rsu e federazioni sindacali e stabilisce l’avvio della progressione economica orizzontale per il personale. Lo stesso accordo prevede risorse per gli incarichi di funzione e legati alle progettualità annuali strategiche nell’ambito dell’emergenza sanitaria.

Intanto ieri la Commissione consiliare sanità di Siena ha ascoltato i direttori generali delle Scotte e dell’Asl per fare il punto della situazione e un raccordo fra sanità territoriale e ospedaliera. "Un filo diretto – dice Barbara Magi, presidente della Commissione – con le direzioni aziendali. Il direttore delle Scotte, Antonio Barretta, ha parlato della stabilità dei ricoveri in area Covid, intorno a 20, e il progressivo ritorno all’attività ordinaria da parte dell’ospedale, a partire da quella chirurgica, seppur non ancora ai livelli 2019. Il dg dell’Asl D’Urso, ha sottolineato l’importanza delle vaccinazioni: i ricoverati oggi in terapia intensiva sono quasi esclusivamente non vaccinati. Poi ha ripercorso la questione dei tamponi, un tempo analizzati al policlinico a Siena e da giugno trasferiti a Grosseto. Il problema è stato il costo, superiore alle Scotte rispetto a quello attuale pagato dall’Asl a Grosseto, con refertazione nell’80% dei casi in dieci ore. Comunque i due dg hanno concluso che c’è intenzione di tornare a processarli anche alle Scotte, visti i numeri che ci attendono con l’entrata in vigore del green pass: secondo D’Urso i due terzi della popolazione in età da lavoro sono vaccinati, ma restano fuori circa 17mila persone: questo vorrebbe dire 51mila tamponi a settimana".

Paola Tomassoni