di Laura Valdesi SIENA C’è la chat del lavoro, quella degli ex compagni di scuola. Oppure delle maestre. Ingredienti del vivere quotidiano. Ma il ‘Gruppo utistici’ che collegava su whatsapp i 12 adolescenti indagati e perquisiti dai carabinieri di Siena era utile soltanto a condividere l’orrore. Se nelle prime due inchieste nate da un’altra chat, ‘The Shoah party’, erano emersi video e immagini inquietanti e di grande brutalità, nell’operazione ‘Utistici’ il materiale rinvenuto dagli investigatori è...

di Laura Valdesi

SIENA

C’è la chat del lavoro, quella degli ex compagni di scuola. Oppure delle maestre. Ingredienti del vivere quotidiano. Ma il ‘Gruppo utistici’ che collegava su whatsapp i 12 adolescenti indagati e perquisiti dai carabinieri di Siena era utile soltanto a condividere l’orrore. Se nelle prime due inchieste nate da un’altra chat, ‘The Shoah party’, erano emersi video e immagini inquietanti e di grande brutalità, nell’operazione ‘Utistici’ il materiale rinvenuto dagli investigatori è raccapricciante. Eppure quegli studenti modello, che adesso saranno ascoltati dal procuratore per i minori di Firenze Antonio Sangermano, si divertivano con pedopornografia, bambini in tenerissima età costretti a subire e anche a compiere atti sessuali disumani. Poi l’odio: la rete sta diventando la nuova frontiera della violenza, verbale e non solo. Come dimostra l’inchiesta a cui hanno lavorato i militari del comando provinciale di viale Bracci, abili ad entrare nel lato più oscuro del web. Sette le Regioni dove sono state svolte le perquisizioni che hanno riguardato 7 minorenni e cinque maggiorenni. Gli uomini del maggiore Michele Laghi sono andati martedì in Piemonte, Campania e a Firenze dove abita l’unico indagato della nostra regione, presentandosi alle 6,30 a casa dei ragazzini. In Lombardia, Veneto, Basilicata e Sicilia le perquisizioni sono state svolte dai colleghi del posto. Sequestrate chiavette usb, pc, smartphone che verranno analizzati mentre l’inchiesta prosegue concentrandosi complessivamente su una ventina di nomi di giovanissimi di tutta Italia che facevano parte del gruppo ’Utistici’. Nome che si sono dati loro e che sembra evocare il disturbo del neuro-sviluppo che si manifesta nei primi 3 anni di vita.

E’ come se fossero un pozzo senza fondo, il Dark e il Deep web dai quali proverrebbe il materiale che ha messo a dura prova anche gli investigatori, tanto sono sanguinosi i contenuti. Smembramenti, amputazioni, evirazioni, perversioni zoomorfe per cui anche animali come galline e asini vengono sottoposti ad atti sessuali. Ci sono poi i simboli del nazifascismo, del terrorismo islamico e immagini di Adolf Hitler. Una chat "disgustosa", la definiscono gli investigatori, nella quale erano coinvolti tantissimi minorenni di tutto il Paese. A questa catena dell’orrore si è giunti grazie al senso civico di una madre senese che ha denunciato tutto ai carabinieri. La donna, in forma riservata, qualche tempo fa ha parlato anche con il cardinale Augusto Paolo Lojudice. ‘Mi farebbe piacere incontrarla’, aveva detto il pastore a La Nazione