Sull’Amiata si lavora per liberare le strade dalla neve e dal pericolo degli alberi
Sull’Amiata si lavora per liberare le strade dalla neve e dal pericolo degli alberi

Amiata, 10 gennaio 2021 - Cresce l’ansia della vigilia tra gli operatori turistici dell’Amiata isolati per la chiusura delle due strade che conducono alla vetta. Pur con gli impianti di risalita ancora chiusi per le misure anti Covid, in questi giorni di libera circolazione in montagna ci sarebbero state tante persone. Facendo girare, seppure in modo ridotto, bar e ristoranti quel tanto per prendere una boccata di ossigeno.

Invece, dal secondo rifugio fino alla vette non si sale. Sono in corso i lavori per mettere in sicurezza il tratto di strada. Sono già stati tagliati molti faggi, ne dovranno esser tolti ancora tantissimi. Si pensava che, ad intervento concluso, sarebbero stati una settantina. Ora si parla di oltre trecento piante da eliminare perché minacciano l’incolumità pubblica.

«Dover tagliare queste piante è per tutti noi - dice Fabrizio Tondi sindaco di Abbadia che ha firmato l’ordinanza di messa in sicurezza della strada - un intervento amaro. Da fare perché, vuoi per l’enorme peso della neve caduta sulle piante, vuoi per i molti faggi giunti a fine vita, quel tratto di strada non era più sicuro. Stiamo agendo con scrupolo, tagliando ciò che non può essere salvato. Un problema serio che, purtroppo, aggiunge perdite a quelle già subìte dagli operatori. Contiamo di ultimare i lavori prima possibile.Comunque in tempo per assicurare l’apertura della stazione invernale fissata per il prossimo 18 gennaio".

L’intervento sulle piante da tagliare, o da alleggerire eliminando i rami carichi di neve, viene fatto dopo che un esperto dottore forestale, supportato da altri tecnici della Provincia (proprietaria della strada mentre la proprietà della faggeta è della società Macchia Faggeta), ha preso visione degli alberi che costeggiano i quasi tre chilometri e mezzo di strada. In tutto, quindi, ne diventano sette perché due sono i lati interessati dal pericolo.
C’è chi spera che dopodomani, al massimo mercoledì, la strada possa essere riaperta al traffico. Seppur con delle restrizioni, ma riaperta. "Una situazione drammatica - si limita a dire Daniele Coppi presidente dell’Associazione Amiata Insieme - legata, in gran parte, aduna burocrazia che frena la ripartenza".

Fateci lavorare , fateci salire in vetta - dicono gli operatori - per fare manutenzione alle nostre strutture che rischiano di subìre ingenti danni. Questo il coro unanime dei ristoratori e albergatori della montagna, ormai giunti ai limiti della sopportazione. Per una situazione generale beffarda. C’è tanta neve ma non si può sciare. Molta gente potrebbe arrivare in montagna per una passeggiata, per divertirsi un po’ con gli slittini. Il primo divieto è legato ale prevenzioni anti Covid, il secondo al problema della strada provinciale che porta in vetta.

Da parte loro , come ha sempre ribadito Stefano Papi, presidente della Isa, la società che gestisce gran parte degli impianti di risalita, il lavoro, senza incassi, non ha conosciuto interruzione. La neve caduta sulle piste è stata costantemente battuta, così come sono state continuamente apportate opere di manutenzione a seggiovia e ski-lift. Insomma un lavoro incessante per essere pronti all’appuntamento, ormai prossimo, della riapertura. In questo stato tutte le piste sono sciabili. E la neve sta continuando a cadere. Ora la speranza è che anche la viabilità torni a posto per aprire i battenti della stazione.

Tanti sciatori che telefonano per conoscere la situazione, diversi vorrebbero anche prenotare. Nessuno si sbilancia fino a quando la strada, anzi le strade visto che anche quella che raggiunge la vetta passando dal versante grossetano della montagna ha dei probelemi, non tornano percorribili.