di Laura Valdesi La cerimonia dei sedicenni e la consegna delle borse di studio nel cortile del Palazzo del Capitano, grazie alla concessione della Fondazione Mps, hanno fatto brillare ieri gli occhi al priore Francesco Squillace. "Se in questi anni – rivendica infatti – c’è qualcuno che ha valorizzato la bellezza della location è stata la nostra Contrada e le iniziative che qui abbiamo organizzato". Uno spazio a cui, in effetti, l’Aquila guarda con interesse, sia per i trascorsi storici che per una questione logistica. "Abbiamo voluto improntare, non a caso, la festa titolare...

di Laura Valdesi

La cerimonia dei sedicenni e la consegna delle borse di studio nel cortile del Palazzo del Capitano, grazie alla concessione della Fondazione Mps, hanno fatto brillare ieri gli occhi al priore Francesco Squillace. "Se in questi anni – rivendica infatti – c’è qualcuno che ha valorizzato la bellezza della location è stata la nostra Contrada e le iniziative che qui abbiamo organizzato". Uno spazio a cui, in effetti, l’Aquila guarda con interesse, sia per i trascorsi storici che per una questione logistica. "Abbiamo voluto improntare, non a caso, la festa titolare alla valorizzazione del territorio, del nostro patrimonio e della società", aggiunge Squillace.

Oggi alle 19 si apriranno le porte del museo con tante novità.

"Un progetto avviato dal seggio precedente che prevedeva il risanamento e il restauro dei locali afflitti da problemi di umidità. Ora risolti ma per i quali servirà comunque manutenzione in futuro. All’interno una nuova illuminazione e l’esposizione di oggetti fra i quali spicca la Lupa che era sulla colonna di Piazza Postierla e che il Comune ci ha dato in comodato. Siamo molto soddisfatti del risultato. Un lavoro di mesi e la fase del lock down utilizzata per investire risorse nel museo, sia il contributo della Banca Mps che della Contrada e di alcune famiglie aquiline con donazioni personali".

Ma c’è anche uno sguardo al futuro con l’opera di Alice Ronchi che a seguire sarà inaugurata nel Verchione.

"La logica è infatti un percorso nel tempo con lo sguardo al futuro. Valorizziamo un patrimonio che è dell’intera città visto che presenteremo anche il restyling dell’area pubblica aperta a tutti".

Fra le novità della festa titolare, l’ultima di questo strano 2020, la cena in via di Città.

"Da tanti anni non accadeva, è stata ovviamente a numero chiuso. Siamo riamsti molto vicini ai commercianti e ai ristoratori negli ultimi tempi per cui hanno tollerato una giornata con un po’ di disagio".

La sinergia con le attività ha funzionato? Continuerete?

"Il nostro territorio si presta bene a queste iniziative perché area di passaggio tra piazza Duomo e Campo. Poche le abitazioni, dense le bellezze artistiche e un numero importante di esercenti che ha passato un anno difficile. Molti di loro sono contradaioli e anche protettori, seppure non aquilini. Ci sembrava giusto restituire una parte di ciò che danno come quota nel corso dell’anno. Le iniziative, per tornare alla domanda, sono state positive. E rilancio: se il modello di chiusura di Pantaneto con pedonalizzazione da una certa ora fosse applicato anche in San Pietro credo che la via rifiorirebbe".

L’Aquila dove farà il banchetto contradaiolo?

"Purtroppo al chiuso non abbiamo spazi che consentano di mettere a tavola 300 persone. Dovremo comunque cercare soluzioni esterne. Stiamo valutando se farlo: ragionamento in seggio e poi decisione in assemblea".

Mandato in scadenza per il priore.

"Mi godo la festa titolare".