Siena, 16 maggio 2018 - «Un intervento di consolidamento che sia meno impattante possibile, ma che è necessario. Questo primo lotto sperimentale, per il quale abbiamo 2,2 milioni di euro di finanziamento dal Mibact, poggia su indagini diagnostiche preliminari, per verificare lo stato di salute della struttura. Indagini che hanno evidenziato problemi di staticità, legati a una serie di concause, fra cui il dislivello del territorio. Per questo la Soprintendenza ha chiesto al Ministero altri 4 milioni per le mura di Siena (ancora da approvare), in modo da ripetere l’intervento pilota in altri tratti della cinta, da individuare con il Comune».

Anna Di Bene, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio di Siena, Grosseto Arezzo, annuncia il raddoppio dei finanziamenti per curare il grande malato, le antiche mura di Siena. L’occasione è stata la presentazione – nell’ex oratorio Gallerani, oggi sede dell’associazione di volontariato Le Mura – del progetto esecutivo di restauro architettonico e consolidamento del tratto della cinta muraria tra Porta Romana e Porta Pispini, ma anche della cosiddetta Torre N (a ridosso della risalita di San Francesco) e del tratto tra Porta Pispini e Porta Ovile.

Il restauro interesserà poco più di un chilometro (1,1) dei 6,5 che fortificano il centro storico di Siena, con un’altezza media tra 7 e 14 metri. Il progetto esecutivo è figlio di quel preliminare, denominato Parco Le Mura, grazie al quale, nel 2014, furono assegnati alla Soprintendenza (competente sul patrimonio demaniale) stanziamenti per 8 milioni di euro, e fa parte di quell’area verde più grande (intorno alla città e nella parte sud est) che è il Parco del Buongoverno.

Paola Tomassoni