di Laura Valdesi Il medico legale ha 60 giorni di tempo per rispondere al quesito della procura sul caso di Valentina Bencini (nella foto), la donna di 49 anni trovata senza vita, venerdì mattina, nell’abitazione dell’ex fidanzato a San Gusmè, borgo nel comune di Castelnuovo Berardenga. Il pm Valentina Magnini vuole sapere quale è stata la causa della morte e, chiaramente, se esiste un nesso fra il decesso e la somministrazione della prima dose del vaccino Moderna, avvenuta nel pomeriggio...

di Laura Valdesi

Il medico legale ha 60 giorni di tempo per rispondere al quesito della procura sul caso di Valentina Bencini (nella foto), la donna di 49 anni trovata senza vita, venerdì mattina, nell’abitazione dell’ex fidanzato a San Gusmè, borgo nel comune di Castelnuovo Berardenga. Il pm Valentina Magnini vuole sapere quale è stata la causa della morte e, chiaramente, se esiste un nesso fra il decesso e la somministrazione della prima dose del vaccino Moderna, avvenuta nel pomeriggio di giovedì presso il distretto sanitario di Montevarchi, città natale della donna. E’ stato dato l’incarico al professor Marco Di Paolo di eseguire l’autopsia che, iniziata intorno alle 15,30, si è conclusa circa due ore più tardi. Era presente all’accertamento anche il medico legale nominato dalla famiglia Bencini, molto conosciuto e stimato a Siena, il dottor Mario Valgimigli. Va da sè che un caso così complesso – ma anche delicato visto che è in corso una vaccinazione di massa contro il Covid 19 – richiede approfondimenti. L’autopsia non può essere sufficiente per quantificare, ammesso ci sia stata, un’eventuale reazione infiammatoria eccessiva da mettere in correlazione alla dose di Moderna. Escluso, intanto, dalle informazioni già assunte che il prodotto fosse deteriorato perché nessun altro dei vaccinati ha accusato problemi. Come di prassi, si svolgeranno (in questo caso a Pisa, dove lavora il professor Di Paolo) esami di laboratorio, a partire da quelli tossicologici per cercare di fare chiarezza. E verificare oltre ogni ragionevole dubbio, trattandosi di un’inchiesta giudiziaria, che i due eventi – somministrazione della dose e decesso avvenuto probabilmente circa 12 ore – siano da mettere in relazione. Dovrà essere analizzato il fascicolo sanitario del medico curante per avere un quadro esaustivo della salute di Valentini Bencini che da tutti veniva descritta come una persona in forma. Dopo l’autopsia è stato chiesto dal legale della famiglia, l’avvocato Fabio Cappelletti, il nulla osta alla procura per la restituzione della salma in modo da poter dare l’ultimo addio alla donna. Probabilmente il via libera arriverà oggi. Molte famiglie di persone per cui si sospettava un nesso causale fra morte e vaccinazione hanno fatto riferimento alle legge 210 del 1992 che tutela anche coloro che subiscono danni da vaccinazioni raccomandate (Corte Costituzionale, sentenza n. 26817) come quella anti Covid-19 sostenuta dalle autorità di tutto il mondo per affrontare la pandemia.