Mostra per Ferré, boom di visitatori. Szymkowicz: "Prolungata fino al 5 nel Museo archeologico di Castellina"

Oltre 4mila persone si sono immerse nel mondo dell’artista scomparso che ha ispirato molte opere

Lo sguardo s’illumina. "Bien sur, mon ami", dice l’artista sorridendo e mostrando il bel catalogo che racconta ’L’eternitè de la fureur’ dedicato a Leo Ferré. Documenta l’esposizione che ha avuto un grande successo di pubblico a Castellina nel Museo archeologico del Chianti. Dedicata appunto dal maestro Charles Szymkowicz al suo amico, Leo Ferrè, che in questo paese aveva il suo buen retiro. Ispiratore e contestualmente soggetto di tante sue opere. "Nessuno poteva entrare quando Leo componeva ma io sì. ’Ti voglio bene, mi diceva, perché non vuoi entrare nella mia testa’", riferisce l’artista in redazione a La Nazione. "Dal 23 luglio ai primi giorni di ottobre sono stati oltre 4300 i visitatori, è venuto naturale prolungare l’esposizione fino al 5 novembre", dice. A visitarla, non poteva essere diversamente, saranno anche altri amici che il pittore ha trovato nella nostra provincia dipingendo il Drappellone dell’Assunta 2018 vinto dalla Lupa. "Il priore Carlo Piperno verrà a vederla con un gruppo di contradaioli il 31 ottobre. Se rifarei lo stesso Palio nonostante non sia stato benedetto? Uguale, certamente", ribatte Szymkowicz. Un appassionato tributo all’amico Ferrè, dunque, quello dell’artista che sta preparando un’esposizione a Lille in Francia da marzo a luglio 2024 e poi in Canada, passando per una mostra diffusa all’Università di Parigi.

Bello e originale l’allestimento nel Museo di Castellina che rende merito ai volti in primo piano, stravolti e a tratti sognanti, coloratissimi, che sono la ’cifra’ di Szymkowicz. Tuttora nella nostra provincia, si gode il successo di questo piccolo gioiello realizzato grazie al Comune e al legame rimasto con la famiglia di Leo Ferré che continua a frequentare con regolarità rinnovando l’amicizia che si rileva negli interventi sul catalogo ma anche con la presenza alla mostra dedicata ad un uomo particolare. "Nel nostro secolo bisogna essere mediocri, è l’unica possibilità per non dare fastidio agli altri. L’artista deve abbassarsi senza indugio, come un uccello sperduto il primo giorno di caccia... Non appena un’idea sana viene alla luce è subito acchiappata e inscatolata e il suo autore trattato da anarchico", si legge nella prefazione. Parole di Ferré. Che trovano nella mostra, vista anche da esponenti delle istituzioni del Belgio, piena espressione.

Laura Valdesi