Stefano Bisi e Simone Pianigiani
Stefano Bisi e Simone Pianigiani

Siena, 17 ottobre 2014 - IL SILENZIO calato negli ultimi quattro mesi sull’inchiesta «Time Out» era solo apparente. Procura e finanza volutamente si erano chiusi nei rispettivi uffici a studiare (così pareva, ma non era vero) quanto raccolto nel corso delle prime due tranche che aveva portato a quattro arresti e ad iscrivere nel registro degli indagati 25 persone, nonché a numerose perquisizioni e sequestri. Tant’è che nella giornata di ieri si è aperto un nuovo fronte dell’inchiesta relativa all’ultimo periodo della Mens Sana, società blasonata fino all’anno scorso del basket internazionale. Sono state infatti eseguite cinque perquisizioni tra domiciliari e personali e l’iscrizione nel registro degli indagati di altri due nomi eccellenti: Stefano Bisi — vice direttore del gruppo Corriere e responsabile della redazione di Siena del Corriere di Siena e venerabile gran Maestro del Grande Oriente d’Italia — e Simone Pianigiani attualmente ct della Nazionale azzurra e per anni coach della Mens Sana basket.

Al primo pare sia stato contestato il reato di ricettazione perché avrebbe preso ogni mese dei soldi (si parla di 5mila euro) proprio dalla società di pallacanestro e all’altro quello di evasione fiscale perché pare aver percepito diversi soldi al nero oltre lo stipendio che gli veniva regolarmente pagato ogni mese dall società di viale Sclavo. Gli uomini della Finanza, ieri mattina di buon’ora, hanno bussato alla porta delle rispettive abitazioni di Bisi e Pianigiani in mano avevano un ordine di perquisizione firmato dal pm Antonino Nastasi. Altri loro colleghi hanno perquisito anche la redazione del quotidiano, l’ufficio e altri immobili sia fuori la nostra provincia, che a Roma — in particolare il locale in uso a Bisi nella sede del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani. Massoneria che ha subito collaborato ed è completamente estranea a tutta l’inchiesta — frequentati, e in un caso di proprietà, sia del giornalista, che del coach. Pare che gli stessi militari abbiano portato via alcuni computer che nei prossimi giorni verranno attentamente «analizzati» da esperti informatici.

COME E PERCHE’ gli investigatori sono arrivati fino al famoso coach e al vice direttore del Corriere di Siena? E’ stato, forse durante la rilettura dei numerosi interrogatori fatti subito dopo l’8 maggio (giorno degli arresti domiciliari di Ferdinando Minucci e della sua segretaria Olga Finetti) e tutti secretati, oppure gli elementi per dar vita a queste nuove perquisizioni sono il frutto delle dichiarazioni rese dalle ultime persone sentite come informate sui fatti tra cui Valentino Fanti già segretario del Cda di Mps e dell’ex presidente Giuseppe Mussari? Bocche cucite in Procura e alla finanza tanto che ai tanti interrogativi di queste ore non ci sono risposte certe. Bisognerà, dunque, aspettare le risultanze che emergeranno dalle «letture» dei computer sequestrati nel corso delle perquisizioni di ieri. Accessi domiciliari e personali che si sono conclusi solo nel tardo pomeriggio. Una cosa è certa l’inchiesta «Time Out» va avanti tanto che il fascicolo processuale aumenta di spessore di mese in mese. E forse non è ancora finita.