Mel Gibson con Fabrizio e Claudia Viciani dell’Antico Osteria Da Divo
Mel Gibson con Fabrizio e Claudia Viciani dell’Antico Osteria Da Divo

Siena, 16 agosto 2019 - «Un film sul Palio di Siena? Maybe, forse». Non nega il suo profondo legame con la città e la carriera il popolare attore e regista americano Mel Gibson, che il 14 agosto ha pranzato con la moglie e la figlioletta all’Antica Osteria Da Divo, nella Selva. Arrivato in incognito, vestito con maglietta, pantaloncini corti, occhiali scuri e infradito, Gibson passeggiava in via della Franciosa, a poca distanza dal Duomo, quando è stato attratto dal quadro dedicato al Palio affisso all’interno dell’Osteria: «Abbiamo visto questo turista entrare e fermarsi davanti all’opera – raccontano i titolari Fabrizio Viciani, che con la moglie Jolanda Ibelli e la figlia Claudia gestisce il locale –. Mormorava estasiato: ‘Beautiful, beautyful’. Poi è corso fuori dicendo ai familiari di voler pranzare da noi. Quando si è tolto gli occhiali scuri, lo abbiamo riconosciuto: era Mel Gibson».

Anche i numerosi turisti americani che in quel momento mangiavano nel ristorante non hanno potuto fare a meno di notare la star hollywoodiana: «Un cliente si è alzato da tavola per salutarlo, lui gli ha stretto la mano e poi ha chiesto un tavolo appartato – continuano i Viciani –. Ci ha detto di voler fare un pranzo veloce e leggero, per questo ha ordinato spaghetti pesto e gamberi, pesce e insalata. Niente vino, solo acqua e un succo di mela per la bambina».

A prendersi cura delle esigenze della star americana e della sua famiglia, l’amico della famiglia Viciani, Francesco Pellegrino: «Non avevamo il succo di mela – spiega – perché siamo un’Osteria, sicché abbiamo subito mandato un cameriere a comprarlo nel vicino negozio di alimentari. Da anni lavoro con i personaggi famosi e so che vanno accontentati».

Nei giorni scorsi Gibson e famiglia erano stati avvistati a San Gimignano, ma mercoledì si sono trasferiti a Siena dove l’attore e regista è di casa. Nell’estate del 1996 si era infatti fermato per mesi in città, assistendo alla carriera da una finestra su Piazza del Campo. Durante quel soggiorno aveva visitato tutto il centro storico, incontrando fantini e rappresentanti della Consorelle, il Consorzio Palio e alcuni conduttori televisivi, con l’idea di realizzare un film sulla Festa. Numerose le restrizioni imposte dalla città alla pellicola, infatti all’epoca era stato incaricato di vigilare sulla sceneggiatura, Alessandro Falassi, docente di Antropologia culturale alla University of California, che aveva auspicato: «Se questo film vincerà l’Oscar, andremo tutti a Los Angeles». Del progetto non si era più fatto nulla, ma questa visita a sorpresa potrebbe portare Gibson a rispolverare l’antica idea, che tanto lo aveva appassionato.