Inps (foto d'archivio)
Inps (foto d'archivio)

Siena, 7 agosto 2020 - L’Inps deve pagare quanto stabilito dal giudice il primo ottobre scorso per il comportamento di quel medico, ora in pensione, che aveva palpeggiato numerose donne durante le visite. Un caso clamoroso quanto delicato. Perché gli accertamenti sanitari che svolgeva servivano per valutare il diritto dei loro cari – figli, mariti o genitori che fossero – ad ottenere benefici economici da parte dell’Istituto di previdenza nazionale. E chi ha in casa disabili, persone affette da patologie gravissime e soprattutto invalidanti, sa bene cosa vuol dire poter contare su un sostegno quando il mondo crolla addosso.

La Corte di appello di Firenze, qualche giorno fa, ha rigettato il ricorso presentato dall’Inps per chiedere la sospensione della provvisionale. Quando il medico, della provincia di Siena, a ottobre era stato condannato per violenza sessuale a 9 anni, il giudice aveva infatti disposto il risarcimento in separata sede, in solido da parte del medico e dell’Inps. Stabilendo però una provvisionale di 6mila euro per ciascuna delle nove parti civili rappresentate da vari legali, fra cui Maria Teresa Fasanaro, Duccio Panti e Francesco Michelotti. Ma i giudici di appello hanno rigettato il ricorso relativo alla sospensione del pagamento che sarebbe stato effettuato quasi completamente.

Per quello che riguarda invece il pronunciamento di primo grado, depositato sia dal difensore del medico Alessandro Buonasera che dall’Inps, non è ancora stata fissata la data.

La direzione regionale dell’Inps, riguardo all’ulteriore passo compiuto dalla vicenda giudiziaria, si limita a commentare che si tratta "di una pagina buia per l’Istituto".

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