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PINO DI BLASIO
Cronaca

Le urne puniscono i troppo furbi La resa dei conti tra gli sconfitti Sono 5mila i voti da conquistare

I 9 punti programmatici sottoscritti da 6 liste del Polo Civico nel documento di Pacciani. Anna Ferretti inizia gli incontri con gli altri candidati. Nicoletta Fabio regista delle trattative.

Le urne puniscono i troppo furbi  La resa dei conti tra gli sconfitti  Sono 5mila i voti da conquistare
Le urne puniscono i troppo furbi La resa dei conti tra gli sconfitti Sono 5mila i voti da conquistare

di Pino Di Blasio

Hanno perso i furbi, gli strateghi del voto disgiunto, coloro che sognavano di restare nella stanza dei bottoni, ma rischiano di essere relegati nella ’stanza dei pottoni’. E la differenza a Siena la capiscono in tanti. Hanno perso coloro che si annidano nelle pieghe delle coalizioni, prosperano nelle zone grigie di confine, pronti a saltare da una parte all’altra, a seconda di dove tira il vento. Dopo un primo turno che ha mandato al ballottaggio le due candidate dei partiti tradizionali, di centrodestra e di centrosinistra, bipolarizzando la contesa, la partita che è cominciata ieri ha già fatto saltare diversi giochini preparati a tavolino. A cominciare dalla prima resa dei conti, l’altra notte, tra i supporter di Massimo Castagnini. Tranchant l’analisi di Antonio Degortes, rivolta agli amici, forse ex, del ’ricciarello magico’ che esisteva solo sulle pagine de La Nazione per il candidato a sindaco. Salvo poi scoprire che il ricciarello è andato di traverso anche a lui. "Io andrò dalla parte opposta di dove andrete voi - ha detto Degortes agli alleati - perché non avete capito il messaggio del voto del primo turno. I senesi ci vogliono mandare a casa, il risultato è lampante. E le due sfidanti non vi faranno mai salire sul loro carro".

La riunione nel quartier generale di Massimo Castagnini è finita senza un accordo tra le varie anime della coalizione. Scaramelli, Paglialunga e il ricciarello spingono verso sinistra, Degortes e lo stesso Castagnini, con SiAmo Siena strizzano più l’occhio a destra. Ma sono voti ’radioattivi’, scorie elettorali da trattare con i guanti e non pubblicamente.

Lo ammette anche Anna Ferretti, candidata del centrosinistra. Ha chiamato a confronto 5 degli altri candidati a sindaco, incontrerà oggi Elena Boldrini, Roberto Bozzi e Alessandro Bisogni. "Con il primo turno si è chiusa la competizione con gli altri candidati di espressione riformista – scrive Anna Ferretti in una nota -, possiamo ricompattarci per battere la Destra che ha fallito negli ultimi 5 anni. Siamo disponibili a parlare e a confrontarci sui programmi, ho visto nelle altre proposte politiche alcune idee che possono essere riprese per il bene della città".

L’apertura è rivolta anche a Fabio Pacciani e a Emanuele Montomoli, mentre per Castagnini le porte sembrano chiuse. "Noi puntiamo sul nuovo - ribadisce - non su chi ha governato in questi cinque anni, a qualunque livello di amministrazione sia stato". Esclusi gli apparentamenti dichiarati, che andrebbero siglati entro lunedì, restano gli accordi con le liste, più o meno taciti. E i voti che possono fare la differenza tra le due sfidanti, sono gli oltre 6mila ottenuti dalle liste di Fabio Pacciani, e i 1.837 di Emanuele Montomoli. Pacciani e i suoi sostenitori ieri hanno preparato un documento con nove punti programmatici che faranno da bussola al confronto con le due candidate. Il documento è stato sottoscritto da 6 liste, perché Sena Civitas è già orientata verso Nicoletta Fabio, e sarà illustrato oggi. Ci sono stati contatti telefonici con le due candidate al ballottaggio. E non è escluso che le 6 liste possano andare in ordine sparso, tre a sinistra e tre a destra, vanificando la massa critica del bottino del Polo Civico. Vedremo se Fabio Pacciani riuscirà a tenere unita la squadra.

Nicoletta Fabio ha preso una breve pausa di riflessione. I leader dei partiti di centrodestra hanno demandato alla candidata la gestione della trattativa per allargare il perimetro elettorale in vista del secondo turno. L’unica certezza è che non farà apparentamenti, non rinuncerà al numero massimo di consiglieri consentito dal risultato finale. Anche se nella lista che porta il suo nome, c’è da sottolineare il successo dei candidati espressione di Siena Ideale, di Alfredo Monaci, tra i più sicuri di entrare in consiglio comunale. Visti i rapporti tra l’onorevole Michelotti e gli strateghi principali della lista Castagnini, una convergenza pare ampiamente improbabile. E i messaggi a caldo verso il Polo Civico, i ponti lanciati da Nicoletta Fabio e da Michelotti nella sponda Pacciani, fanno intuire che l’obiettivo siano quei 6mila voti.

In queste due settimane non si ripeterà lo schema della calata dei ministri a Siena. Il centrodestra vuole mettere in vetrina la candidata a sindaco, capace di prendere 643 voti in più di quelli delle sue liste. Così come Anna Ferretti ha preso 435 voti in più. Ma potrà contare sul ritorno di Elly Schlein per il voto del 28 maggio. I giochini sono finiti, ora inizia la partita vera.