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Lavoro, alla Bassilichi, cento uscite volontarie. Ma le domande sono di più

C’è preoccupazione per il futuro: in 160 cercano alternative

Ultimo aggiornamento il 1 settembre 2018 alle 07:06
Alla Bassilichi è in fase di applicazione l’intesa siglata lo scorso giugno

Siena, 1 settembre 2018 - Bassilichi: incontro in Regione Toscana alla presenza del consigliere per il Lavoro del presidente Rossi, Gianfranco Simoncini, per verificare lo stato d’attuazione dell’accordo siglato tra azienda e lavoratori lo scorso giugno. Alla presenza dei sindacati, della proprietà e dei rappresentanti istituzionali (per Siena c’era l’assessore Alberto Tirelli), è stato fatto il punto della situazione. E’ emerso che a fronte della possibilità di uscite incentivate per cento lavoratori, le richieste pervenute all’azienda sarebbero molto più numerose. Si parla infatti di circa 160 addetti in tutta Italia (meno di una decina a Siena), che chiederebbero di lasciare l’impiego alla Bassilichi.

«Si tratta per lo più di giovani – spiega Massimo Onori, segretario della Fiom Cgil senese – anche perché l’età media dei lavoratori del settore è piuttosto bassa. Il motivo di tante richieste è dovuto alla stato di incertezza che si respira in azienda. Fino al 31 dicembre abbiamo certezza delle commesse, ma poi? Questo fenomeno è dunque naturale in un clima di preoccupazione generale».

I sindacati erano riusciti a ottenere garanzie occupazionali per i lavoratori (un migliaio quelli del gruppo, 250 dei quali impiegati a Siena) fino al 31 dicembre 2019, così come proposto dall’azienda, sia nel Business Service (235 persone, di cui 123 a Siena) sia nel ramo Bassilichi (in totale 460 addetti) sia nel Contact Center (252 persone, di cui 95 a Siena). I rappresentanti dei lavoratori avevano ottenuto inoltre tre mensilità in più: da 27 a 33 con un sistema della non opposizione e con il calcolo in base all’età anagrafica e all’anzianità aziendale.

Al momento è stato ultimato il passaggio del ramo di Business Service che è stato rilevato da Ausilia srl, inoltre è stata aperta la procedura di trasferimento del Contact Center alla newco. In altre parole, l’azienda sta procedendo con il cronoprogramma sottoscritto nell’accordo, modificando l’organizzazione societaria e del lavoro. Il tutto in una situazione dove il 31 dicembre si chiuderanno le commesse di Poste Italiane, mentre andranno avanti quella legate al Monte dei Paschi. Tra un mese nuovo incontro in Regione pre continuare l’opera di monitoraggio sull’attuazione dell’accordo.

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