"Come è iniziata la scuola? Direi abbastanza bene. Viste le premesse, l’inizio è stato anzi positivo. E il merito va prima di tutto ai dirigenti scolastici che in estate si sono caricati sulle spalle i loro istituti e un immane lavoro, insieme a tante responsabilità. Poi agli insegnanti che hanno dimostrato grande attaccamento: ad oggi abbiamo avuto pochissime richieste di esonero da parte di lavoratori fragili. Siamo partiti grazie alle scuole che hanno dimostrato grande capacità organizzativa". A dirlo è Roberto Curtolo, provveditore agli...

"Come è iniziata la scuola? Direi abbastanza bene. Viste le premesse, l’inizio è stato anzi positivo. E il merito va prima di tutto ai dirigenti scolastici che in estate si sono caricati sulle spalle i loro istituti e un immane lavoro, insieme a tante responsabilità. Poi agli insegnanti che hanno dimostrato grande attaccamento: ad oggi abbiamo avuto pochissime richieste di esonero da parte di lavoratori fragili. Siamo partiti grazie alle scuole che hanno dimostrato grande capacità organizzativa". A dirlo è Roberto Curtolo, provveditore agli studi a capo dell’Ufficio scolastico provinciale.

Come è partita la scuola senese?

"Abbiamo fatto un monitoraggio chiedendo a tutte le istituzioni scolastiche di risponderci: delle 37 scuole senesi tutte hanno dichiarato di aver iniziato le lezioni. Con didattica in presenza e senza doppi turni sono partiti 34 istituti su 37; solo 3 scuole del secondo ciclo, superiori quindi, hanno adottato una didattica integrata con, parzialmente, l’uso della didattica a distanza".

La gestione del caso sospetto di Covid ha già messo in difficoltà?

"Ad oggi non abbiamo avuto segnalazioni dalle scuole senesi, fermo restando che il riferimento in questo caso è l’Asl. Comunque credo che sia impossibile, statisticamente parlando, che non si manifesti un caso, da qui in avanti. Da parte nostra abbiamo fatto formazione ai docenti della Toscana sulla prevenzione, su come trattare sia clinicamente il caso che psicologicamente: sono state quattro lezioni, in videoconferenza, e hanno visto la partecipazione di oltre 4mila insegnanti. Questo per noi è un successo e segno di responsabilità".

Tutte le scuole sono però partite senza supplenti?

"Gli Uffici stanno lavorando giorno e notte alle assegnazioni: abbiamo pubblicato graduatorie anche di domenica pomeriggio e di notte. Entro questa settimana contiamo di completare le assegnazioni di nostra competenza, sia per i posti ‘comuni’, di materia, che per il sostegno. A quel punto per le cattedre ancora scoperte saranno le scuole a procedere con le graduatorie d’istituto: i presidi quest’anno hanno a disposizione per le chiamate tutto l’organico aggiuntivo Covid. Comunque vista la fame di supplenti della scuola, l’occasione sarà per tanti".

Sembra che per alcune materie gli insegnanti siano più introvabili che per altre?

"E’ così: le lauree scientifiche, tecnologiche e matematiche sfornano professionisti molto ricercati, sia dal privato che dal pubblico extra scuola. Anche Scienze motorie mi risulta non abbia affollamenti di studenti. Poi ci sono le lingue: se per il francese ci sono abbastanza insegnanti, ci sono lingue più in uso al momento che richiedono una maggiore disponibilità di professionisti, è il caso del tedesco e dello spagnolo".

Paola Tomassoni