ANGELA GORELLINI
Cronaca

La città ha i colori dell’Onda. Ieri il giro della vittoria per il trionfo di Provenzano: "Emozione ancora più forte"

Il priore Spessot: "Tabacco è tornato la terza volta, poteva essere solo per arrivare primo". La gioia del correttore don Emauele: "Quel ferro perso nelle prove... un segno nel drappellone". .

La città ha i colori dell’Onda. Ieri il giro della vittoria per il trionfo di Provenzano: "Emozione ancora più forte"

La città ha i colori dell’Onda. Ieri il giro della vittoria per il trionfo di Provenzano: "Emozione ancora più forte"

Il giorno dopo "l’emozione è ancora più grande" per il priore dell’Onda Massimo Spessot. "Tocchi con mano la contentezza del popolo e l’orgoglio raddoppia" dice, mentre in sottofondo rullano i tamburi di Malborghetto. L’onorando ci ha creduto fin dall’inizio. "Sono state le parole del capitano a farmi sempre ben sperare, la determinazione e la sicurezza che ho avvertito". Poi, poco prima dell’uscita dei cavalli dall’Entrone, quel dono ‘propiziatorio’. "Una mia cara amica mi ha fatto un regalo prima di salire in palco – ha svelato Spessot – e l’ho tenuto stretto in mano per tutta la mossa e per la corsa". Una corsa perfetta, emozionante, in cui Tabacco si è preso lo scettro del Re. "Ero positivo quando è arrivato – dice il priore –, perché ci ho rivisto Panezio. È vero, Panezio è stato un cavallo plurivittorioso, mentre Tabacco aveva tutto da dimostrare, ma comunque un barbero esperto, l’anziano di Piazza".

Tornato nella stalla dell’Onda per la terza volta. "E infatti non poteva che averlo fatto per vincere – sorride l’onorando –, che poi lo scorso anno ad agosto aveva fatto un gran Palio anche nella Torre". L’Onda non ha ancora scelto la data del corteo della vittoria. "Stasera (ieri sera ndr) ci sarà un’assemblea – chiude Spessot – e verranno prese le decisioni del caso. Credo comunque che non si svolgerà in questo fine settimana, in cui, se qualcosa ci sarà, sarà un qualcosa di spontaneo. Troppo a ridosso". E spontaneo è stato l’abbraccio con cui don Emanuele Salvatori si è stretto all’ondaiolo Gianni Nardi. "È stato lui il primo che ho incontrato". Per il correttore di Malborghetto, quello del 4 luglio, è stato il quarto Palio vinto da quando è nell’Onda, il secondo dal passaggio di consegne con don Gaetano Rutilo.

"Nel 2017 avvertivo più tensione e più paura – racconta –, anche perché noi non avevamo un cavallo competitivo, mentre la Torre aveva un ‘bombolone’ (rispettivamente Porto Alabe e Polonski ndr). Questa volta, invece, per quanto la vittoria non fosse attesissima, era necessario che certi elementi si combinassero nella maniera giusta". È successo, due giorni dopo ai tempi della tradizione. "Inizialmente il doppio rinvio ha un po’ assopito le emozioni – dice don Emanuele –, vedere il palco delle comparse senza i suoi colori è stato strano. Ma quando le chiarine hanno iniziato a suonare è tornata subito la magia".

"Un segno? Tabacco – chiude il correttore – ha perso un ferro durante la prima prova ed è stato ritrovato, così mi hanno detto. E il putto del Drappellone di Gasparro tiene in mano un ferro di cavallo… La soddisfazione è anche nell’aver vinto uno dei più bei Palii degli ultimi anni, un’opera d’arte cattolica".