Il potentissimo telescopio Magic utilizzato per l’operazione
Il potentissimo telescopio Magic utilizzato per l’operazione

Siena, 16 luglio 2018 - C’è anche l’Università di Siena nella collaborazione scientifica internazionale che ha reso possibile un importante risultato della nascente astronomia multi-messaggero, appena pubblicato sulla prestigiosa rivista ‘Science’. Per la prima volta gli scienziati sono riusciti a individuare la possibile sorgente di un neutrino cosmico grazie all’associazione con una sorgente di raggi gamma, cioè fotoni di alta e altissima energia. «Si tratta – spiega una nota – di un blazar, ossia una galassia attiva con un buco nero supermassiccio al centro, distante 4,5 miliardi di anni luce, in direzione della costellazione di Orione. Al risultato i ricercatori sono arrivati combinando i dati del rivelatore di neutrini IceCube, che opera tra i ghiacci del Polo Sud, e altri 15 esperimenti per la rivelazione dei fotoni da terra e nello spazio».

Il 22 settembre 2017 infatti IceCube ha osservato un neutrino di altissima energia di origine astrofisica, e ne ha potuto determinare la direzione di provenienza con buona precisione: sufficientemente buona da fornire una direzione di puntamento per decine di altri osservatori, che hanno reagito prontamente all’allerta mondiale immediatamente lanciata da IceCube. Un contributo importante alla scoperta è stato dato dall’osservazione effettuata nella direzione da cui proveniva il neutrino «Icecube-170922A» dai telescopi per raggi gamma ‘Magic’, progettati e costruiti da un gruppo internazionale di 24 università e istituti di ricerca di cui fa parte l’Ateneo senese. I telescopi ‘Magic’, due riflettori gemelli da 17 metri di diametro per astronomia gamma da terra, in funzione all’Osservatorio Nord-Europeo di La Palma nelle Isole Canarie dal 2004, hanno infatti per la prima volta registrato un’emissione di raggi gamma di altissima energia associata a produzione di neutrini dal nucleo di una lontana galassia. «Questa osservazione è risultata molto importante – spiega il professor Riccardo Paoletti, coordinatore del gruppo di ricerca dell’Università di Siena e dell’Infn di Pisa – Adesso abbiamo la prova che i blazar producono anche neutrini, e quindi anche i loro progenitori, i raggi cosmici». «È la prima volta che si riesce ad avere questa informazione, lungamente attesa – sottolinea Giacomo Bonnoli, ricercatore del dipartimento di Scienze fisiche, della terra e dell’ambiente dell’Ateneo senese, che collabora al progetto. La collaborazione Magic coinvolge circa 150 scienziati provenienti da Europa, Brasile e Asia.