Materiale sequestrato ieri dalla polizia nel corso dell’operazione a livello nazionale
Materiale sequestrato ieri dalla polizia nel corso dell’operazione a livello nazionale

Siena, 16 novembre 2021 - "Basta dittatura" era il nome della chat di Telegram in cui gli indagati istigavano a delinquere. E uno dei soggetti "più pericolosi", così ha affermato Carlo Ambra, dirigente della Digos della Questura di Torino, si trovava proprio in Valdichiana. E’ stato a Chianciano, infatti, che ieri mattina alle prime luci dell’alba è arrivata la polizia per perquisire l’abitazione di una donna che risulta appunto indagata nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla procura piemontese che adesso dovrà approfondire le eventuali responsabilità. I reati che si ipotizzano, a vario titolo, sono quelli di istigazione a delinquere con l’aggravante del ricorso a strumenti telematici ed istigazione a disobbedire alle leggi. Nell’operazione coinvolte sedici città e fra queste, appunto, anche la cittadina termale dove da tempo abita la donna.

"Sono stati individuati i soggetti più pericolosi che all’interno della chat ’Basta dittatura’ (ora chiusa, ndr ), canale Telegram di rilevanza nazionale a cui si appoggiavano anche altre chat, invitavano all’odio, a commettere azioni delittuose, a violare le leggi dello Stato", le parole del dirigente della Digos di Torino che ha spiegato i risultati dell’operazione che ha visto la collaborazione della polizia postale e delle comunicazioni.

"Tra i messaggi c’erano inviti a bloccare stazioni, a utilizzare armi. E in occasione di manifestazioni di piazza bastoni e spranghe, ad utilizzare bottiglie e bombe carta, addirittura acido e liquido infiammabile da gettare contro le forze dell’ordine durante i cortei", ha chiarito il dirigente. Unitamente ad inviti "anche a far muovere la massa contro le istituzioni. Ingiurie e minacce nei confronti di esponenti politici, istituzionali,in primis il premier Mario Draghi, profesisonisti, presidenti di Regione, alcuni sindaci e giornalisti accusati di assecondare quella che gli internauti chiamano la ’repressione sanitaria’".

La pericolosità delle persone perquisite in tutta Italia – ritenuti attivisti no vax-no green pass più radicali – ha trovato in parte riscontro nel blitz all’alba scattato contemporaneamente in tutta Italia. Nell’abitazione palermitana di un No Vax indagato è stata trovata una tanica di acido. E proprio l’uomo su ’Basta dittatura’ invitava a lanciare bottiglie con l’acido contro le divise. Nella nostra provincia, invece, la polizia ha sequestrato un passaporto nazifascista dell’epoca, a Brescia e Cremona coltelli e balestra.

Molti dei perquisiti risultavano già noti alle forze dell’ordine sia per aver aderito a posizioni estremiste sia per precedenti reati quali resistenza a pubblico ufficiale, furto e rapina, estorsioni e in materia di stupefacenti. Tra gli indagati figurano però anche soggetti incensurati caduti nella spirale dell’odio online. I contenuti e i toni sono risultati esasperati, con riferimenti espliciti ad ’impiccagioni’, fucilazioni, gambizzazioni, oltre ad allusioni a "nuove marce su Roma" . L’inchiesta torinese prosegue: verrà analizzato tutto il materiale sequestrato, poi le nuove mosse.