"E se in aspettativa rimangano due o tre lavoratori? Per una piccola impresa, in cui il lavoro di una persona fa la differenza, è un problema". E’ questo uno dei nodi da sciogliere per il direttore generale di Cna Alessandro Brilli, perché anche se le aziende con meno di 15 dipendenti potranno sostituire temporaneamente il lavoratore senza green pass, non tutti i lavori si imparano a fare da un giorno all’altro, soprattutto quelli artigianali. A giudizio della Cna, che guarda comunque a favore all’estensione...

"E se in aspettativa rimangano due o tre lavoratori? Per una piccola impresa, in cui il lavoro di una persona fa la differenza, è un problema". E’ questo uno dei nodi da sciogliere per il direttore generale di Cna Alessandro Brilli, perché anche se le aziende con meno di 15 dipendenti potranno sostituire temporaneamente il lavoratore senza green pass, non tutti i lavori si imparano a fare da un giorno all’altro, soprattutto quelli artigianali. A giudizio della Cna, che guarda comunque a favore all’estensione del Green Pass, il decreto sembra concepito per il lavoro nelle grandi fabbriche e uffici ignorando la realtà molto più complessa e articolata delle attività economiche. Resta solo un mese di tempo per sciogliere anche gli altri nodi che il provvedimento consegna alle imprese private e alle amministrazioni pubbliche. Per questo a livello nazionale Cna ha chiesto un incontro urgente al Governo per definire regole chiare e aderenti alla complessa realtà del tessuto produttivo. Da una lettura del provvedimento, secondo Brilli le aziende piccole avranno difficoltà sia per l’onore del controllo sia per le sospensioni. È vero, si potranno farecontratti a termine per sostituire i dipendenti sospesi, "ma le attività artigianali sono particolari, ci vuole capacità, professionalità, manualità – afferma Brilli –, in più per quanto riguarda i controlli oltre al problema dell’onere, ci sarà anche quello di come effettuare il controllo stesso. C’è forte preoccupazione, perché ci sono sanzioni. Mille euro per un piccolo artigiano fanno la differenza. Questa norma si è basata su un modello di impresa che nel nostro paese è una minoranza – aggiunge Brilli –. Le realtà grandi e strutturate non superano il 15%. Dall’altra parte ci sono tutte micro e piccole imprese che coprono una platea di circa 9 milioni di lavoratori tra dipendenti e autonomi, oltre il 60% degli occupati del settore privato". La necessità per la Cna è trovare un giusto compromesso apportando delle modifiche al decreto. L’obiettivo di scardinare lo zoccolo duro dei no vax innalzando la quota di immunizzati è alla base di questa novità, ma la paura per molte imprese è di far fronte a difficoltà organizzative. "Un’azienda di 15 dipendenti edili – spiega Brilli – con tre, anche quattro cantieri nella provincia, la mattina dovrà riunire tutti gli operai in un unico luogo. Non sarà facile". Proprio per questo aziende come Whirlpool, Estra e Sei Toscana stanno lavorando con i propri uffici tecnici per analizzare le linee guida indicate dal Governo per attivare velocemente la procedura.

Simona Sassetti