Il cartello affisso da un cittadino alle scalette sotto la chiesa di S. Giuseppe
Il cartello affisso da un cittadino alle scalette sotto la chiesa di S. Giuseppe
Questione di decoro. Null’altro dietro due episodi che raccontano una città dove va recuperata l’educazione. Unitamente al rispetto per gli altri e per Siena. Se in un caso è un cittadino, affiggendo un cartello di protesta a gridare la sua rabbia, nell’altro è il cronista a documentare. E raccontare. Perché la maleducazione non può passare sotto silenzio. Altrimenti rischia di diventare...

Questione di decoro. Null’altro dietro due episodi che raccontano una città dove va recuperata l’educazione. Unitamente al rispetto per gli altri e per Siena. Se in un caso è un cittadino, affiggendo un cartello di protesta a gridare la sua rabbia, nell’altro è il cronista a documentare. E raccontare. Perché la maleducazione non può passare sotto silenzio. Altrimenti rischia di diventare abitudine. E da lì all’indifferenza il passo è breve.

"Tenere pulito questo spazio verde è un dovere di tutti!", si legge nel foglio bianco scritto a mano affisso ad un palo all’angolo delle scalette sotto la chiesa di San Giuseppe, a Sant’Agata. Un luogo che resta nascosto e dove per questo accade spesso di trovare le tracce di chi lì ha fatto i bisogni. "Non amo che i miei cani calpistino le feci dei vostri. Vi regalo i sacchettini – scrive l’anonimo corredando appunto il cartello con un rotolo di contenitori per raccoglierle –, quindi piegatevi alla civiltà. Siena non era sudicia nemmeno in epoca medievale. Basta!". Un messaggio che il cittadino arrabbiato ha inserito in una busta di plastica per proteggerlo dalle intemperie. E da alcuni giorni ‘presidia’ il fazzoletto verde dove i cani vengono portati a fare i bisogni.

C’è chi, invece, se avverte una necessità impellente, usa tranquillamente i giardini della Lizza. In pieno giorno, fra le 14.30 e le 15. E’ accaduto due volte questa settimana, sempre nel primo pomeriggio. Giusto la precauzione di non mettersi ad una delle piante sul lato di via Maccari, ma a quelle interne che si affacciano sulla ruota panoramica. E quando il cronista è passato il giovane ha continuato tranquillamente a fare pipì. Due giorni di seguito, due persone diverse però. Si dirà: ci vorrebbero più gabinetti pubblici. Ma i bar sono aperti e se c’è una necessità difficile pensare che una persona venga respinta. Diciamo la verità: servirebbe solo più rispetto per la città e per gli altri. Si torna dal punto in cui siamo partiti.

Laura Valdesi